15/2/2006 ore: 11:18
Commercio, «il sindacato può fare di più»
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Commercio, ?il sindacato pu? fare di pi? Palermo ?Siamo ormai la quarta categoria della Cgil - dice Corraini - e in diverse realt? territoriali diventiamo la prima o la seconda categoria. E ci? anche in territori, come quelli del Meridione dove fare sindacato ? molto pi? difficile di quanto lo possa essere in altri territori?. Ma il segretario, che domani sar? riconfermato, non esita a recitare ?il mea culpa? di fronte al fenomeno del lavoro nero e alle migliaia di lavoratori e lavoratrici del commercio e del turismo che sono alla merc? dei padroni. ?Ammetto che fino ad ora siamo stati troppo deboli con la fascia di lavoratori che sfuggono al sindacato - dice - ma dobbiamo fare di tutto per tutelare chi ? in nero e chi ? sfruttato. Dunque, la missione ? quella ?di fare una ampia campagna di informazione per spiegare a questi lavoratori che anche loro hanno dei diritti che devono essere rispettati?. ?Da parte nostra - auspica Corraini - occorre una maggiore visibilit?, anche se da soli non possiamo farcela?. Ecco che il sindacato, allora, lancia un appello alle istituzioni ?che devono controllare i datori di lavoro e reprimere chi non rispetta leggi e contratti, facendo capire al lavoratore che lo stato ? dalla loro parte?. ?Se si fa questa operazione - ? sicuro Corraini - riusciremo a risalire la china, anche se sono convinto che non sar? facile cancellare di colpo il lavoro nero. Gli strumenti fino ad ora utilizzati da tutti i governi sono risultati fallimentari, compresi i contratti di riallineamento?. Per la Filcams la crescita della precariet?, la frantumazione delle tipologie e degli orari, il consolidamento delle differenze tra i lavoratori nello stesso luogo di lavoro ?sono frutto delle scelte organizzative delle imprese?, anche se Corraini, a testa bassa, ancora una volta ammette le colpe del sindacato, ?perch? abbiamo abdicato al nostro compito di contrattazione, o una volta sconfitti abbiamo alzato le mani?. Il new deal passa allora dal ridare ?slancio alla contrattazione dell'organizzazione del lavoro? e all'apertura di un confronto ?sulle aperture domenicali che non piaccioni ai lavoratori?. Lavorare fino alle 22 o alle 23 in un ipermercato di periferia ? gravoso ma - dice Corraini - lo diventa di pi? se non ci sono servizi di trasporto adeguati?. Nella sua relazione, il leader sindacale ha toccato anche il tema, caldo, della contrattazione, che deve essere impostata ?su due livelli, in cui la preminenza ? del contratto nazionale che deve continuare ad avere autorit? salariale e normativa?. ?La questione salariale -sottolinea - non pu? che essere affrontata superando il concetto di inflazione programmata per l'inflazione reale o attesa, come del resto abbiamo gi? cominciato a praticare e che quote economiche derivanti dall'andamento del settore non possono che essere destinate nelle priorit? individuate settore per settore e non c'? ragione per escludere a priori la priorit? economica?. Nella categora, comunque, cresce la voglia di democrazia e di partecipazione attiva nella contrattazione, come dimostrano i risultati ottenuti dalla mozione di Gianni Rinaldini alle tesi 8 e 9. Se il documento generale confederale ha raccolto il 99,34% dei consensi, per quanto riguarda le tesi, la numero 8 ha visto il 93,87% dei consensi a Epifani e il 4,91% a Rinaldini; mentre la numero 9 ha dato l'83,08% ad Epifani, l'11,73% a Patta, il 4,49% a Rinaldini. Anche se la percentuale della sinistra in seno alla categoria si ? mantenuta sul dato storico del 14-15%, ? altres? vero che la tesi sulla democrazia del leader Fiom ha scardinato un sistema di tradizioni che, sostengono alcuni dirigenti della Flcams, dar? linfa vitale al sindacato. |