6/6/2002 ore: 11:17
Cofferati: «Si metta d'accordo con se stesso»
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Da Bruxelles il segretario rincara la dose di critiche per l'ex candidato premier - L'unità sindacale? Lontana
(DAL NOSTRO INVIATO)
BRUXELLES. Sergio Cofferati tira dritto, difende la scelta dinon sedersi al tavolo delle trattative con il Governo e rispedisce
al mittente le critiche ricevute dal leader della Margherita,
Francesco Rutelli.
La Cgil «non è isolata perché ha il consenso di tantissime per-sone»,
ha sostenuto il leader sindacale, a Bruxelles per partecipare
a una riunione del Comitato economico e sociale europeo e a
un dibattito sui diritti del lavoro in Europa. «Con Cgil e Uil abbiamo
fatto un grande sciopero contro la modifica dell’articolo
18 e la delega sulla previdenza — ha continuato — e noi non
abbiamo cambiato idea. È chiaro che se il Governo mantiene le
sue intenzioni e presenta un provvedimento legislativo che
va nel senso di una modifica dell’articolo 18, la Cgil non potrà
che convocare uno sciopero generale e mettere in campo tutte
le azioni di contrasto per far cambiare idea al Governo».
Secondo Cofferati, la separazione del cammino delle organizzazione
sindacali è destinato a durare.
La divisione «su questioni non di giudizio ma di competenze»
apre una «fase drammatica della storia sindacale della quale è difficile
prevedere una ricomposizione a breve».
La spaccatura per Cofferati è anche il frutto di un progetto del
Governo Berlusconi di arrivare a un "bipolarismo sindacale", snaturando
i sindacati che perderebbero le «funzioni di tutela per
diventare erogatori di servizi».
Quanto alle trattative in corso — secondo Cofferati — sarebbero
animate dal "devastante" progetto «di chiedere complicità a chi
ha lavoro, per colpire quelli che verranno». Governo e parti sociali
darebbero ormai per «scontato che ci sarà una alterazione dei
diritti di coloro che entreranno nel mercato del lavoro».
Cofferati ha risposto a muso duro anche alle critiche del leader
della Margherita, che lo ha accusato di rompere il fronte sin-dacale.
«Ritengo del tutto fuori luogo l’invito all’unità dei sindacati
— ha detto il segretario generale della Cgil — perché
l’onorevole Rutelli non può saltare a piè pari il merito dei problemi».
Per Cofferati sarebbe la Margherita ad aver dato in realtà
prova di incoerenza sottoscrivendo pochi giorni fa con l’Ulivo il
progetto di legge, chiamato Statuto dei nuovi lavori, in cui è
previsto il mantenimento dell’articolo 18. «La soluzione adottata
l’altra sera, con l’intesa separata a Palazzo Chigi — ha affermato
Cofferati — trasforma immediatamente quel provvedimento in
carta straccia. Io credo sia nell’interesse dell’Ulivo e della Margherita
difendere i progetti di legge che presentano, poi decidano loro».
Secondo il segretario della Cgil, «l’onorevole Rutelli non
può dire ai sindacati di trattare e allo stesso tempo affermare che è
a favore dell’articolo 18: si metta d’accordo con se stesso».
Cofferati ha anche sostenuto che l’Italia non è isolata in Europa
perché «molti Paesi hanno la clausola del reintegro, anche se
variamente modulata». Il leader sindacale ha accusato il Governo
italiano di fare un riferimento puramente di facciata agli obiet-tivi
del vertice europeo di Lisbona del 2000, ma in realtà di non
cogliere l’essenza della «sfida della crescita della conoscenza,
del sapere e della formazione» che fu decisa a quel summit.
Questo perché l’Esecutivo guidato da Berlusconi «nella realtà
taglia la scuola pubblica e non prevede nulla per la formazione».
E a chi gli faceva osservare che il vertice di Lisbona auspicava
anche maggiore flessibilità del mercato del lavoro, per incrementare
il tasso di occupazione, Cofferati ha ribattuto che in Italia
ci sono molti più strumenti di flessibilità che altrove, in particolare
se si considerano «i pre-pensionamenti e la mobilità di
lungo periodo che tanto piacciono alle imprese».
ENRICO BRIVIO