11/10/2006 ore: 11:09

City tax, Rutelli cambia idea

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    mercoled? 11 ottobre 2006
      Pagina 22 - Turismo

      City tax, Rutelli cambia idea
        Le modifiche allo studio del governo. Pi? web marketing per attirare americani. Pagheranno anche i visitatori che non pernottano
          di Andrea G. Lovelock
            Mezza marcia indietro sulla tassa di soggiorno: il governo sta valutando una modifica sostanziale alla city tax che i comuni hanno la facolt? di applicare, anche se il gettito non dovr? variare. Lo ha detto esplicitamente il vicepremier con delega al turismo, Francesco Rutelli, intervenendo ieri a un incontro con l'American chamber of commerce in Italy, organismo che promuove l'interscambio economico-culturale fra Italia e Usa e che vanta oltre 1.000 soci tra manager, associazioni, aziende e imprenditori, tutti opinion leader di prima grandezza.
              ?Nei prossimi giorni presenteremo una rimodulazione della city tax', ha detto Rutelli, ?e vorrei proprio che non la si chiamasse tassa, bens? contributo legato alla tariffazione dell'intera filiera e non vincolata ad alberghi e pubblici esercizi. Questo perch?, se ? vero che servir? ai comuni per la pulizia delle citt? e la manutenzione ordinaria dei servizi, ? altrettanto legittimo pretendere che questo contributo sia rivolto non solo ai turisti che pernottano negli alberghi ma anche a tutti quelli che frequentano e visitano le nostre citt? senza soggiornarci, ma utilizzando gli stessi servizi'.
                Sulle potenzialit? del mercato turistico statunitense e sull'opportunit? di raccoglierle attraverso l'appeal del nostro patrimonio artistico-culturale (era questo il tema del lunch meeting di Roma), il vicepremier ha ricordato che il turismo americano, con una spesa annua di oltre 69 miliardi di dollari, ? caratterizzato da un traffico prevalentemente domestico: ?Solo il 22% degli americani possiede il passaporto, ma si tratta comunque di volumi considerevoli se si pensa che ogni anno 12 milioni di turisti statunitensi viaggiano attraverso l'Europa e, di questi, 5 milioni si fermano in Italia. Si pu? e si deve fare di pi?'.
                  Gi?, ma come? Rutelli ha indicato alcuni passaggi chiave: innanzitutto un efficace web marketing (il portale Italia.it sar? pronto entro i primi mesi del 2007). ?Poi occorre rivitalizzare il turismo etnico, o di ritorno, quello di seconda e terza generazione che conosce poco l'Italia, anche attraverso il sistema universitario americano, dove si studia il Rinascimento italiano. Questo pu? diventare uno straordinario incentivo a scoprire il nostro paese'.
                    Ci sono altre priorit?, legate all'organizzazione del sistema ricettivo e, quindi, investimenti nelle catene alberghiere, un'accentuata personalizzazione dell'offerta, diversificata e orientata a target precisi, e, infine, l'ottimizzazione dei trasporti e dell'accessibilit?. A questo proposito Rutelli non ha risparmiato una battuta velenosa all'indirizzo di Alitalia: ?Un serio rilancio del nostro turismo non pu? prescindere dal supporto operativo di una grande compagnia aerea. E se la maggiore aerolinea nazionale, per bocca del suo stesso vertice, pi? vola e pi? perde soldi, vuol dire che il modello di business di questa compagnia ? fallimentare e va cambiato, cos? come va rivisto anche il suo management'. (riproduzione riservata)