13/1/2004 ore: 9:57
Cisl e Uil volevano proseguire ma Epifani ha dato lo stop
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| MARTEDÌ 13 GENNAIO 2004 |
| Pagina 5 - Economia | |
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Così è naufragata la proposta iniziale del governo di continuare il confronto fino a fine gennaio Cisl e Uil volevano proseguire ma Epifani ha dato lo stop
«Di che cosa volete ancora parlare con il governo, se prima non ci dice che cosa intende fare?», ha chiesto Epifani a Pezzotta e Angeletti. La preoccupazione di Epifani era quella di un´ulteriore melina del governo per addormentare la partita fino al momento del varo della delega. Pezzotta e Angeletti, invece, erano favorevoli al prolungamento del confronto: non è un mistero che la strategia di Cisl e Uil sia quella di arrivare a un annacquamento della delega previdenziale ed eventualmente a un suo slittamento a dopo le elezioni europee. La Cgil, invece, giustifica il suo no alla luce della debolezza e della divisione del governo al suo interno: «Non tocca a noi risolvere i problemi della maggioranza». Nel corso dell´incontro, Epifani, Pezzotta e Angeletti (c´erano anche Piccinini, Baretta e Musi) hanno espresso poi valutazioni diverse sulle aperture del governo: più ottimistiche - soprattutto sull´aumento delle aliquote contributive dei lavoratori autonomi - da parte di Cisl e Uil, meno della Cgil. Alla fine, anche attraverso duri scambi di opinioni e toni accesi, Cisl e Uil hanno accettato di dire no al governo «per amore di unità», sottolinea Pierpaolo Baretta. Ma non hanno seguito la Cgil su un´altra decisione: non partecipare all´incontro di avvio del confronto per la riforma del Welfare, in programma oggi. Pezzotta era furente: «Ma come? Siamo stati noi a chiederlo. E siamo stati noi a volere che fosse un tavolo separato rispetto a quello delle pensioni». La Cgil non ci sta: «Il governo non ha accantonato la delega previdenziale, non ci dà le risposte sulle modifiche che intende fare, ma apre un nuovo tavolo, che a questo punto è quantomeno sospetto e rischioso», ribatte Epifani. Il quale ha manifestato il timore di richieste di «scambi» tra Welfare e previdenza da parte del governo. La frattura si allargherà? Difficile dirlo. La Cgil ora attende le risposte del governo sulla delega previdenziale: a quel punto, «saremo in condizione di decidere se il quadro permette l´apertura di un confronto più ampio o iniziative di mobilitazione e di lotta». (r.d.g.) |