18/7/2005 ore: 11:46
Cgil, Rinaldini contro Epifani
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ITALIA LAVORO pagina 18 LA STAGIONE DEI CONTRATTI • Su politiche salariali e rappresentanza si apre lo scontro congressuale A far precipitare la situazione è stato ieri Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, nel corso di una riunione del movimento « Rete 28 aprile » , guidato dal segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, su posizione di contestazione alla maggioranza di Guglielmo Epifani. In questa occasione ha preannunciato che presenterà in vista della discussione congressuale due tesi alternative a quelle della maggioranza, una sulle politiche contrattuali, un'altra sui temi della democrazia e della rappresentatività. Un colpo duro per Epifani che ha lavorato a lungo in questi mesi per avere un congresso quanto più unitario possibile. In apparenza si potrebbe anche affermare che non è successo nulla di irreparabile, perché il segretario generale non voleva documenti generali alternativi al suo. E l'unico che aveva fatto sapere di voler presentare tesi alternative era stato Giorgio Cremaschi. Rinaldini ha detto solo che presenterà non un documento generale alternativo, in quanto tale, composto da varie tesi su diversi argomenti, ma, appunto, solo alcune tesi difformi. Ma l'autorevolezza della persona, Rinaldini è il segretario dei metalmeccanici, il fatto che la Fiom è sindacato più rappresentativo della Cgil anche se non il più numeroso, e soprattutto la centralità degli argomenti indicati su cui esisterebbe un dissenso nei confronti del segretario generale, fanno lievitare la rilevanza della presa di posizione. Al punto che perfino Cremaschi, di fronte a questa posizione di Rinaldini, avrebbe manifestato la volontà di limitarsi ad appoggiare quelle tesi difformi piuttosto che presentare tesi generali diverse da quelle di Epifani. A questo punto appare evidente che si è aperto un confronto duro dentro la Cgil sulla politica contrattuale. Finalmente, potrà commentare qualcuno, e in effetti era a tutti evidente che nella confederazione esistessero tesi differenti su questi problemi, tali che non potevano non venire alla luce. Affrontarli di petto significherà fare chiarezza una volta per tutte, ammesso, e purtroppo non concesso, che si arrivi davvero a stabilire una politica contrattuale che sia almeno praticabile. Certo, il negoziato difficilmente potrà uscire dalle secche in cui si è impantanato, perché dietro lo stop imposto alle trattative c'era proprio un diverso atteggiamento della Fiom, più rigido di quello degli altri sindacati del settore. |