Giovedì 8 Febbraio 2001 italia-turismo ---pag---19 Bonaparte divorzia dal marchio Radisson
MILANO I Bonaparte Hotel staccano le insegne della Radisson. I nuovi responsabili del gruppo, ceduto dalla Finpart alla pratese Fusi, hanno deciso infatti di tirare il freno a un’affiliazione che costava tantissimo, ma che evidentemente non portava vantaggi.
Il costo dell’affiliazione al circuito Radisson per il Bonaparte Hotel di Milano, per fare un esempio, arrivava fino all’8% del fatturato, «condizioni che solo chi non ha un management a disposizione, può accettare», sottolinea Elena David, direttore generale di Bonaparte Hotel.
Sui nove alberghi acquistati da Fusi, l’operazione interessa tutte le quattro strutture che avevano fatto ricorso a questo franchising, mentre resta un quinto albergo che è attualmente in gestione. Dopo un breve "intermezzo" con il nome Bonaparte, il marchio cambierà ancora. «Sarà un interregno più breve possibile — aggiunge la David — ma necessario perché non si tratta solo di un nuovo marchio, ma di un’operazione di "rebranding" più radicale, che coinvolge il servizio e il prodotto, su cui è in corso un focus di mercato».
Intanto prosegue l’operazione di "riassetto" della gestione. Mantenendo l’attuale tasso di occupazione media sul 70%, il business plan prevede, grazie a politiche di riordino gestionale già in atto, di raggiungere un margine di contribuzione del 59% contro il 54,7% della precedente gestione. L’obiettivo, naturalmente, è di far crescere comunque il tasso di occupazione e le performance del ricavo medio per camera.
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