18/4/2006 ore: 10:03

Bollette e benzina, l’inflazione non scende

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    sabato 15 aprile 2006
      Pagina14 - Economia & Lavoro

      Bollette e benzina, l’inflazione non scende
        A marzo il carovita fermo al 2,1%. I consumatori contestano l’Istat: il tasso reale tra l’8 e il 10%

        di Luigina Venturelli/ Milano


        CONTRASTO Il caro-bollette cresce a gran velocit? mentre l’inflazione resta inchiodata al solito 2,1%. Istat dixit, anche se i due dati sembrano fare a pugni tra di loro, come le associazioni dei consumatori si affrettano a precisare. Secondo l’Istituto nazionale di statistica, l’inflazione ? stabile a marzo allo stesso livello di febbraio: pi? 2,1% su base annuale mentre su base mensile i prezzi sono cresciuti dello 0,2%. Il capitolo di spesa che registra l’incremento maggiore ? quello di abitazione, acqua, elettricit? e combustibile, con un netto pi? 6,1%. Salasso su cui pesano in particolare i prodotti energetici: il prezzo del gas aumenta dell’11,3% rispetto a marzo dello scorso anno e i combustibili liquidi dell’11%. Ad essi si aggiungano poi le impennate delle tariffe dell’acqua potabile (pi? 5,3%) e della raccolta dei rifiuti (pi? 6%). Incrementi significativi su base tendenziale sono anche quelli di bevande alcoliche e tabacchi (pi? 5,3%) e dei trasporti (pi? 3,5%).
          L’unico calo tendenziale ? quello del capitolo comunicazioni, che a marzo segnano una diminuzione del 3%. E allora, come ? possibile che l’inflazione resti invariata? Come pu? un singolo segno negativo pareggiare i molti, che per? difficilmente pu? compensare la lunga lista dei pi? che precedono le voci relative a casa, luce, gas, acqua e carburante?
            Secondo l’Istat, la stabilizzazione dell’inflazione ? dovuta ?alla flessione del tasso di crescita dei prezzi dei beni energetici?. Cio?: l’energia continua a crescere (tant’? che al netto dei prodotti energetici l’inflazione scenderebbe all’1,7%), ma lo fa a velocit? pi? contenuta, passando dal pi? 10,8% di febbraio al pi? 9,7% di marzo.
              Ma ? una spiegazione che non convince per nulla le associazioni degli utenti. ?I dati Istat mostrano un’Italia che non esiste - ? il commento della Federconsumatori - l’inflazione al 2,1%, ferma anche a marzo, non pu? essere compatibile con gli aumenti scaturiti dal caro petrolio e gas. Solo la variazione della benzina ha comportato un esborso di 140 euro in pi? per i cittadini?. Inoltre, sottolinea l’associazione ?luce, acqua, gas, trasporti e rifiuti continuano ad aumentare. Dal primo gennaio, le famiglie italiane dovranno pagare per luce e gas complessivamente 60 euro in pi?, senza calcolare le ricadute che questi aumenti comporteranno sui costi di produzione delle imprese e quindi sui prezzi: si stima un pi? 0,3%, pari a 84 euro all’anno?.
                Restano infatti altissimi gli aumenti dei carburanti su base annuale. Il prezzo della benzina a marzo ? cresciuto del 7,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, e ancora maggiore ? stato l’incremento del prezzo del gasolio, cresciuto in un anno del 10,8%. Su base mensile il prezzo della verde ? invece diminuito di un lieve 0,1%, mentre quello del gasolio ? aumentato dello 0,7%.
                  Per questo insiste anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che attacca la rilevazione inflattiva: ?Inutile dire che tale dato non sta n? in cielo n? in terra. Oramai siamo stanchi di contestare puntualmente i numeri forniti dall’Istat: per noi l’inflazione reale si aggira attorno all’8-10% e i consumatori che ogni giorno vanno a fare la spesa lo sanno bene?.