18/11/2005 ore: 12:17
Bolkestein, via all'indagine
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Bolkestein, via all'indagine Ma soprattutto consente alle organizzazioni dei dievrsi paesi di stabilire intese per elaborare delle piattaforme di riconoscimento reciproco tra i professionisti europei'. ´Vogliamo prima la riforma delle professioni e poi la creazione di un mercato unico dei servizi', ha aggiunto Pierangelo Sardi del Cup, ´per attrezzare le nostre organizzazioni professionali ad affrontare la concorrenza soprattutto anglosassone'. L'interesse delle professioni regolamentate è tale che anche il Cnel nei giorni scorsi ha riaperto i lavori sulla Bolkestein. Stesse preoccupazioni per gli avvocati. L'Aiga, Associazione italiana giovani avvocati, denuncia infatti che ´se la proposta fosse approvata nell'attuale formulazione dovrebbero abrogarsi tutte quelle norme che attualmente subordinano l'accesso alla professione forense, al superamento dell'esame di stato, quelle che stabiliscono l'inderogabilità dei minimi tariffari e il divieto di pubblicità commerciale'. Più che positiva è invece la valutazione dei professionisti non regolamentati, circa 3 milioni in Italia secondo gli ultimi dati Censis. ´Siamo favorevoli alla direttiva nella sua prima versione', ha spiegato Giorgio Berloffa, presidente di Assoprofessioni, ´crediamo che il principio del paese d'origine sia favorevole al professionista ma così com'è la direttiva esclude dalla sua applicazione proprio le professioni non regolamentate. Per questo chiediamo al governo che, nella fase di recepimento della Bolkestein provveda al riconoscimento delle professioni'. Dello stesso parere il Colap. Riconoscimento reciproco al posto del principio del paese d'origine. È il timore di un dumping sociale a creare forti perplessità tra le imprese comunque favorevoli alla direttiva. ´Le nostre pmi soffrono particolarmente per l'assenza di un vero mercato interno e di un'effettiva libera concorrenza in materia di servizi', ha rilevato Danilo Broggi, presidente di Confapi, ´ed è per questo che sosteniamo la Bolkestein, ma sono assolutamente necessari alcuni miglioramenti per garantire standard tecnici e di sicurezza sociale nel paese di destinazione'. E della necessità di modificare il principio del paese d'origine per armonizzare in tutta Europa le condizioni d'esercizio dei servizi ha parlato pure Legacoop. ´Ma siamo favorevoli anche al principio del riconoscimento reciproco', ha puntualizzato Franco Tumino, della presidenza di Legacoop. |