10/10/2005 ore: 10:48
Billè, l´ultimo grande salto del "pasticciere di regime"
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Pagina 47 - Economia Ricucci, nessuno più ne dubita, è un grande artista, ben più dotato della sua signora, è il vero capocomico dell´Italia berlusconiana che fa meglio di prima quello che si è sempre fatto, ma con un´insolenza che quasi affascina. E Billè cos´è? Prima di fare il presunto traghettatore di milioni di voti dei commercianti, corteggiato come se fosse Anna Falchi da destra, da sinistra, da centro, dagli interstizi, lo chiamavano il pasticciere di regime perché non c´era manifestazione organizzata da ente pubblico, comune, provincia, Asl o fiera di paese nel raggio di decine chilometri da Messina che non fosse appaltato alla premiata pasticceria Billè. Ma il suo vero tripudio era tutti gli anni il giorno del compleanno di Ciriaco De Mita, quando, con un apposito furgone refrigerato, spediva settanta chili di gelato alla gianduia a Nusco, nella villa dell´amato leader democristiano. Purtroppo, quando approdò a piazza Gioacchino Belli, dove ancora erano fresche le ferite lasciate dal suo predecessore Francesco Colucci, la stella di De Mita era un po´ appannata e il povero Billè fu costretto a fare un defatigante «shifting» politico. Prima Segni, poi Fini, sempre, da magnifico trasversalone, con un sorriso e una promessa per tutti. Ma soprattutto, negli ultimi tempi, sorrisi per Ricucci e i furbetti del quartierino, di cui - dopo gli eventi recenti - è considerato socio onorario. Ricucci compra a debito il 20 per cento del Corriere della Sera, che ora ha sul groppone e che rischia di farlo affogare. Billè che fa? Da buon amico, si accoda e tramite Paribas ne compra azioni per 3 milioni. Con quali soldi? E qui si apre il frigorifero con la crema guasta che rischia di costare la poltrona all´intraprendente pasticciere siciliano. Si scopre che, risanata la gestione folle del predecessore, i conti della Confcommercio producono addirittura un «fondo del presidente» nel quale nessuno mette il naso, e per il quale negli ultimi anni sarebbero transitati da 50 a 100 milioni di euro. Alimentato dalla previdenza integrativa dei dirigenti del settore commerciale, pare che molti membri del comitato di presidenza della Confcommercio ignorassero l´esistenza di questo forziere quasi privato. Perciò sono piuttosto arrabbiati e alimentano la fronda contro Billè, una fronda già forte in Veneto, in Emilia, in Lombardia, in Piemonte, nella Marche, nel Lazio. Martedì prossimo si andrà alla conta nel Consiglio confederale, dove a Billè sarà chiesto conto non solo del «fondo del presidente», del Corriere della Sera, del palazzo d´oro di via Lima, ma anche del pasticcio brutto dell´Enasarco, l´ente di previdenza degli agenti di commercio, che aveva indetto una gara per la vendita del suo immenso patrimonio immobiliare (due miliardi e mezzo di euro e anche più), finita con il ritiro di Ricucci, che era considerato il concorrente favorito, e l´incazzatura degli altri partecipanti, a partire dalla Pirelli Re e dalla Deutsche Bank di De Bustis. Billè si difende con un argomento un po´ trito: «Mi attaccano perché do fastidio ai poteri forti». Se si riferisce alla Confindustria, in effetti è lecito pensare che Luca Montezemolo non sia molto lieto del fatto che il pasticciere gli ha portato via un bel po´ di associati che pagavano bei contributi. Con l´instancabile Ricucci e in concorrenza con l´Assoimmobiliare, Billè ha costituito la Confimmobiliare, cui hanno aderito non soltanto i furbetti del quartierino, ma anche banche e finanziarie mattonare, come Meliorbanca, Banca Carige, Deutsche Bank e gruppi storici del settore immobiliare, come Caltagirone, Bonifaci, Todini. Segretario generale è Luciano Zocchi. Non sapete chi è? E´ l´animatore della Fondazione «Sorella Natura», i cui soci benemeriti sono il governatore Antonio Fazio e il suo banchiere preferito Gianpiero Fiorani. |