14/5/2002 ore: 10:48
Benetton: I pattini frenano ma il tessile salva l’utile
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Benetton
I pattini frenano ma il tessile salva l’utile
(NOSTRO SERVIZIO)
MILANO. Il ridimensionamento
del mercato dei pattini
in linea rallenta la redditività
operativa del gruppo Benetton,
mentre il giro d’affari
continua a crescere spinto
dall’abbigliamento. Il gruppo
veneto chiude il 2001
con un utile netto in calo a
148 milioni, risultato non direttamente
raffrontabile con
i 243 milioni di utile registrati
nell’esercizio precedente,
fortemente influenzato dalle
plusvalenze realizzate con la
cessione delle attività di Formula 1.
In termini omogenei,
precisa la nota della società,
l’utile netto normalizzato
risulta diminuito del6,5%.
Agli azionisti verrà
proposto un dividendo di
0,41 euro per azione (-11%
a valori riparametrati dopo il
raggruppamento azionario
del 2001).
La strategia.
Benetton Group è impegnato nello
sviluppo del casual, attraverso
il potenziamento e la riqualificazione
della rete di vendita.
Il programma di apertura di nuovi
megastore è stato accelerato nel 2001
superando l’obiettivo di
100 megastore aperti nelle
principali città del mondo
(di cui una parte a gestione
diretta), che era previsto nel
2002. Il progetto proseguirà
in questa direzione a ritmo
sostenuto anche nei prossimi
anni, affiancato dalla ridefinizione
della rete commerciale,
verso l’ampliamento
della superficie medie
dei punti vendita. Questa
soluzione risponde al
cambiamento del mercato e
alle esigenze di presentazione
delle collezioni. La gamma
prodotti è stata integrata
con l’inserimento del nuovo
marchio di tendenza rivolto
ai teen-ager The Hip Site,
che propone una collezione
completa di abbigliamento,
accessori e cosmetici. Per
quanto riguarda i marchi
United Colors of Benetton e
Sysley sono state arricchite
le collezioni maschili e riorganizzata
la proposta per l’abbigliamento bambino.
Nel settore sportivo la strategia
commerciale prosegue
con l’apertura di nuovi negozi
Playlife soprattutto in
Europa, che da 160 raggiunti
a fine 2001 dovrebbero
salire a 200 nel 2002, e con
il rafforzamento della presenza
nei negozi specializzati
con la proposta di collezioni
complete. Ma la sfida
maggiore che Benetton sta
affrontando nel settore sportivo
riguarda il programma
di ristrutturazione per rispondere
efficacemente ai
mutamenti del mercato, e riportare
i risultati economici
della divisione in positivo,
riducendo i costi e migliorando
il mix dell’offerta prodotti,
mantenendo alta l’attenzione
allo sviluppo tecnologico.
I fondamentali.
La gestione 2001 evidenzia una crescita
del 4% del fatturato a
circa 2,1 miliardi, trainata
dall’abbigliamento (+9,5% a
1,6 miliardi), con una redditività
operativa in rallentamento
(Ros sceso al 13,6% dei
ricavi, rispetto al 15% del
2000). La flessione reddituale
è riconducibile soprattutto
al drenaggio di risorse del
settore sportivo, che
nell’esercizio ha evidenziato
un peggioramento del deficit
operativo (raddoppiato a
48 milioni) a fronte di una
flessione del 17,8% delle
vendite. I problemi derivano
in particolare dalla contrazione
del mercato dei pattini in
linea: questo segmento ha
dovuto fare i conti con l’eccesso
di capacità produttiva
e di scorte venutasi a creare
in seguito al forte calo delle
vendite, che ha poi inasprito
la concorrenza sul fronte dei
prezzi.
Anche il settore casual
evidenzia una sensibile erosione
della marginalità operativa
(il Ros è passato dal
22 al 20%) legata sostanzialmente
alla spinta nel programma
di espansione della
rete commerciale, che se da
un lato ha contribuito all’incremento
delle vendite,
dall’altro ha comportato
maggiori costi a cui non corrispondono
ancora volumi
di vendite adeguati, per la
fase di start-up dei nuovi negozi.
Nell’esercizio le spese
generali e di struttura del
gruppo, sono infatti aumentate
di circa 60milioni di euro
rispetto al 2000, principalmente
per lo sviluppo immobiliare
e l’attività di gestione
diretta dei negozi. Si alleggerisce
il peso della gestione
finanziaria (-22% a circa 33
milioni), grazie all’apporto
positivo per 7 milioni della
gestione cambi (era negativo
per 14 milioni nel 2000)
che ha neutralizzato l’aumento
degli oneri netti.
Il saldo negativo della gestione
straordinaria e l’incidenza
fiscale (normalizzata
al 38%, dal 29% del 2000)
attestano il risultato netto a
148,1 milioni, rispetto ai
243,3 milioni di euro del
2000 che recepiva il forte
contributo delle plusvalenze
realizzate con la cessione
del team di F1. A livello
patrimoniale, il gruppo registra
un indebitamento finanziario
netto aumentato di circa
100 milioni rispetto al
2000, che tiene conto degli
investimenti sostenuti per
complessivi 311 milioni di
euro, indirizzati principalmente
alla rete commerciale
(220 milioni di euro per l’acquisizione
di immobili e
l’ammodernamento dei negozi).
Il debt/equity, pur in leggera
salita da 0,45 a 0,51, si
mantiene su un livello del
tutto compatibile.
ROSANNA MONTICELLI