1/6/2004 ore: 10:56
Bari. Gruppo Ferri, c´è uno spiraglio
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| MARTEDÌ, 01 GIUGNO 2004 | |
| Pagina IX - Bari |
| Il tribunale fallimentare di Milano ha nominato i commissari che dovranno valutare le possibilità di risanamento |
| Gruppo Ferri, c´è uno spiraglio |
| Tre saggi diranno se è possibile l´amministrazione controllata |
| GIULIANO FOSCHINI |
La Srl è considerata la core business del gruppo. Detiene il vecchio marchio, e conta su una fitta rete di franchising sparsi per tutta Italia. Sulla carta ha un centinaio di dipendenti diretti (i titolari dei punti vendita), quasi 500 se si considera anche l´indotto. Ma questi dati fotografano una forza lavoro fittizia: la maggior parte dei negozi "Ferri" sono ormai chiusi o in liquidazione. I magazzini sono stati svuotati dalle svendite o dal malaffare: come ha denunciato il custode giudiziale della holding, Agostino Meale, molti titolari di franchising hanno chiuso il "Ferri" point per aprire un negozio con altro nome e la stessa merce. Insomma, l´azienda è allo sbando. Ma forse si può salvare. Lo pensano i giudici milanesi, che hanno voluto verificare tutte le condizioni. Lo pensa Meale che nella sua prima relazione parlò della Srl come "di un´azienda sana, ma mal gestita". Lo spera Riccardo Ferri, il più grande dei fratelli, l´unico ad essere arrestato il 4 dicembre scorso per associazione a delinquere finalizzata alla truffa: "La situazione è precaria e difficile. Stiamo cercando di salvare quello che noi stessi avevamo distrutto: abbiamo commesso una serie di errori, ma sono certo che la società possa ripartire". La situazione è ora nelle mani dei tre commissari. Che ben conoscono il gruppo di Corato: Tamborrino, Ferrucci e Trauner furono nominati dal tribunale di Trani (dopo l´arresto per falso di tre colleghi) per valutare se un´altra società della holding, la Ferri Logistica, potesse essere ammessa alla procedura prevista dalla Prodi Bis. Espressero parere positivo, motivandolo anche con la proposta d´acquisto di un´azienda friulana che opera nell´abbigliamento, la Bernardi. Il tribunale dichiarò però fallita la società, liquidando come "sommaria" la relazione dei commissari, e ritenendo che l´azienda non avesse i requisiti previsti dalla legge. Ora si riproverà con la Srl, tutto quello che rimane del gruppo di Corato che sognava i mercati europei. Fallita la Logistica, molte società del gruppo hanno chiuso. Il gruppo è in ginocchio: paradossalmente le uniche entrate che il colosso no food ha oggi, arrivano dal cibo. Banchetti. Prime comunioni, battesimi, matrimoni e feste di laurea, in tavola per tutta la settimana nella villa di Via Polvere delle Rose, la stessa residenza dove i fratelli di Corato hanno tenuto ai primi del 2000 le grandi feste della Puglia da bere. La villa ora è una sala per ricevimenti. Si chiama Irons e fa con regolarità cassa. "Vorrei dare un futuro alle 1600 famiglie dei nostri lavoratori", spiega Riccardo Ferri, "Anche se spero sempre che la nostra società, come è successo per Cirio e Parmalat, venga considerata come un insieme, e non più come un agglomerato di piccole società satellite". Secondo Ferri, la Srl avrebbe buone possibilità di essere salvata. Dalla sua ha il marchio (tanto discusso, ma consolidato) e "accreditate teorie di mercato che nell´era degli ipermercati, riservano ai punti vendita di vicinato una sua collocazione, soprattutto con un prodotti di qualità e di nicchia". I tre commissari hanno ora trenta giorni per presentare la propria relazione ai giudici fallimentari di Milano. |