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Baby-lavoratori, le imprese replicano a Cofferati
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Giovedì 9 Novembre 2000 italia - lavoro Baby-lavoratori, le imprese replicano a Cofferati ROMAUn attacco «inaccettabile»: la Confindustria replica così — in una nota — al segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, che martedì ha criticato gli industriali per il silenzio e lo scarso impegno degli imprenditori nei confronti dello sfruttamento del lavoro minorile.
«Cofferati attacca perché non sa rispondere sul sommerso — si legge in una dura nota di Confindustria —. Lo sfruttamento del lavoro minorile è una pratica contraria alla legge, intollerabile in tutte le sue forme e senza eccezioni. Tuttavia, per combatterlo sono inadeguate soluzioni legislative come quella dell’etichettatura sociale che potrebbero divenire, secondo Cofferati, un punto di riferimento per la lotta allo sfruttamento del lavoro dei minori».
Confindustria si dice invece interessata a ricercare soluzioni di carattere sostanziale e in questo senso ricorda di aver firmato nel 1998 la Carta contro lo sfruttamento del lavoro minorile insieme al Governo e alle altre parti sociali.
«Attaccare Confindustria su argomenti che meriterebbero approfondimenti più seri e non solo facili titoli sui giornali — concludono gli industriali — è una tattica ben conosciuta ed abusata per deviare l’attenzione dalla proposta concreta che Confindustria ha fatto sul sommerso e su cui la Cgil sta assumendo atteggiamenti propagandistici e ideologici».
Controreplica della Cgil che taglia corto: «Negare la realtà e mistificare i fatti non serve». Il sindacato di Corso Italia aggiunge: «È un fatto che Confindustria si è opposta a una misura come quella della etichettatura ed è un fatto che i codici di condotta voluti dalle imprese non fossero vincolanti, ma soltanto volontari».
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