16/9/2003 ore: 11:31
Autunno, emergenza rincari
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martedì 16 settembre 2003
| Pagina 4 - Economia | |
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Autunno, emergenza rincari oggi lo sciopero della spesa Anche Cgil, Cisl e Uil aderiscono alla protesta
Le associazioni dei consumatori e i partiti invitano a rinviare di un giorno gli acquisti LUCIO CILLIS La terza protesta dei consumi, dopo il successo delle due precedenti, sfocerà in manifestazioni e sit-in a Montecitorio, in contestazioni di quartiere organizzate nelle grandi città. Lo stop alle compere, per la prima volta, vedrà il sostegno compatto di buona parte dell´opposizione e di Cgil, Cisl e Uil. Una partecipazione forse ingombrante quella dei sindacati, che alla vigilia della protesta, come anticipato ieri da Repubblica, ha provocato una profonda spaccatura all´interno di uno dei due grandi raggruppamenti di associazioni, la Coalizione dei consumatori. Da questa scissione sono nati i "Consumatori indipendenti" (formati da Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori), che oggi non sfileranno al fianco dei colleghi dell´Intesa, opponendo allo sciopero totale «un boicottaggio mirato e continuato tutto l´anno» e un sit-in davanti alla sede di Confcommercio a Roma. Contrari al blocco della spesa anche Altroconsumo, mentre sceglie una terza via l´Adiconsum (associazione targata Cisl) che ha proclamato una giornata di mobilitazione senza però aderire direttamente allo sciopero dell´Intesa. Lo sciopero è «inutile e immotivato», avverte però Marco Venturi, leader di Confesercenti, secondo cui «sono proprio i commercianti le principali vittime degli aumenti di tariffe e imposte». Ma sono comunque tanti i consensi alla protesta. Fermamente convinti della necessità di scendere in strada accanto ai consumatori sono gli agricoltori della Cia-Confederazione italiana agricoltori, e quelli della Coldiretti. Da sottolineare anche un´altra (curiosa) adesione alla protesta: due terzi dei commercianti di Torino, rappresentati dall´Ascom, si dicono d´accordo con lo sciopero della spesa e a loro volta, puntano l´indice sui «costi di gestione aziendali, cioè i prezzi degli affitti, le assicurazioni, i contratti bancari e tutti gli altri costi fissi, elementi che contribuiscono a far salire il prezzo finale». Dal fronte politico arrivano le dichiarazioni di sostegno dei Verdi, con il presidente Alfonso Pecoraro Scanio e Paolo Cento, della Margherita con il segretario della Commissione Finanze della Camera Mario Lettieri, e di un rappresentante di maggioranza, il senatore di An, Riccardo Pedrizzi, presidente della Commissione Finanze e Tesoro, il quale sollecita «un intervento del governo per arginare la spirale inflazionistica e porre sotto controllo tariffe e prezzi». Per nulla turbato dalla protesta, quanto assolutamente convinto della necessità di fare un po´ di compere in giornata, è invece, il ministro del Welfare. Roberto Maroni non ha dubbi, lo sciopero non potrà fermare la sua voglia di shopping: «Nei negozi - ha detto - ci andrò sicuramente...». |