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Martedì 9 Gennaio 2001 italia - lavoro Il Governo vuole stringere i tempi e punta all’approvazione del provvedimento entro fine legislatura . Atipici, legge allo sprint finale. Martedì 16 nuovo round a Montecitorio. Riparte il confronto su part time e tempo determinato
ROMA Cominceranno martedì prossimo nell’Aula di Montecitorio le votazioni al disegno di legge sugli atipici. Un passaggio cruciale per il provvedimento che sta tentando in Parlamento, su sollecitazione del Governo, lo sprint finale. Il ministro del Lavoro, Cesare Salvi, spinge molto per l’approvazione del testo prima della fine della legislatura: sarebbe un altro obiettivo raggiunto sul fronte dell’occupazione da "esibire" in campagna elettorale. Il testo, diventato legge, riguarderebbe più di un milione e mezzo di collaboratori coordinati e continuativi che, per la prima volta, avrebbero un quadro di diritti e di tutele. Finora, infatti, le uniche norme che disciplinano il loro status riguardano fisco e previdenza mentre manca del tutto un riferimento sia contrattuale che legislativo.
Finanziaria, l’ultimo approdo. Tra tutti i Ddl rimasti in materia di lavoro, è l’unico che ha le maggiori chance di diventare legge entro la legislatura. Anche se è atteso un terzo passaggio al Senato, il traguardo sembra ormai vicino ma il testo lascia ancora scontente le aziende. Nonostante le modifiche della Camera, infatti, restano in piedi ancora delle norme che, a giudizio degli imprenditori, finirebbero per ostruire anche questa via d’ingresso al mondo del lavoro. Tutti gli altri provvedimenti sul fronte occupazione, invece, sembrano destinati a cedere il passo. Tutto quello che si voleva salvare si è salvato con la Finanziaria 2001: lì è finito il provvedimento sull’aumento dell’indennità di disoccupazione dal 30 al 40%, le nuove norme sugli Lsu, quelle sulla formazione, sul collocamento privato e sull’interinale. Insomma, la Finanziaria è stata, più degli altri anni, il centro di accoglienza di un esodo partito da disegni di legge diversi e con poche speranze di diventare definitivi.
Part-time, tocca a Salvi. Non c’è, però, solo il Parlamento a mettere a rischio tanti provvedimenti, anche i rapporti tra le parti sociali potrebbero far "saltare" normative come quella sul part-time o tempo determinato. In particolare sul part-time, sia Confindustria che Cgil, Cisl e Uil hanno inviato le loro osservazioni al ministro del Lavoro, Cesare Salvi, che a ottobre ha sollecitato un loro contributo in vista della verifica della normativa approvata un anno fa. «Siamo disponibili a verificare con i sindacati — ha detto Guidalberto Guidi, consigliere incaricato di Confindustria per le relazioni industriali — la possibilità di individuare proposte comuni per la revisione della disciplina del part-time. Riteniamo importante una verifica dell’attuale normativa per far sì che il part-time diventi, come negli altri Paesi, uno strumento in grado di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro e quindi l’incremento dell’occupazione. Sarebbe naturalmente auspicabile che tale revisione, a nostro avviso necessaria per evitare che le eccessive rigidità rendano questo contratto di fatto poco utilizzabile come avviene oggi, fosse il risultato di un’intesa tra le parti sociali». La critica dei sindacati riguarda invece la distinzione, fatta nel decreto, tra part-time orizzontale e verticale e la conseguente differenziazione tra lavoro supplementare e straordinario. I sindacati chiedono di semplificare defininendo il lavoro extra come tempo supplementare, rinviando ai contratti la fissazione di un tetto.
Tempo determinato, settimana decisiva. Ma questa è anche la settimana decisiva del contratto a tempo determinato. Giovedì c’è un incontro ufficiale tra sindacati e imprese per arrivare a un avviso comune e recepire la direttiva comunitaria in scadenza a luglio. «È da prima dell’estate che discutiamo di tempo determinato — commenta Beppe Casadio, segretario confederale Cgil — ormai vorremmo arrivare a una svolta. Giovedì o la situazione si sbloccherà o demanderemo tutto al ministro Salvi». Insomma, sembra che i sindacati preferiscono far fare in fretta a questo Governo la normativa sul tempo determinato.
Atipici, l’unico Ddl che può diventare legge. Sul fronte parlamentare, dunque, è il Ddl sugli atipici in pole position. L’unica incognita è il passaggio al Senato, il terzo: bisogna vedere se palazzo Madama avallerà le modifiche di Montecitorio oppure proverà a rimettere mano al testo. Si perdono invece per strada il disegno di legge di proroga sugli ammortizzatori sociali da cui è stata stralciata e inserita in Finanziaria la norma sull’aumento dell’indennità di disoccupazione. E ha anche poche chance il provvedimento di riforma dei patronati sindacali mentre sembra proprio non avere prospettive il Ddl sulla rappresentatività sindacale.
Lina Palmerini
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