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Art.18, Sacconi chiederà il ritiro della modifica

Giovedí 27 Marzo 2003
| ITALIA-POLITICA |
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Art.18, Sacconi chiederà il ritiro della modifica |
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ROMA - Anche il Governo, dopo il «no» della maggioranza, chiede il ritiro dell'emendamento Barelli alla deroga sperimentale dell'articolo 18 (che puntava a stabilizzare gli effetti dei tre anni di sperimentazione). È stato il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, a confermare che «nei prossimi giorni l'Esecutivo chiederà il ritiro di quella proposta». Mentre maggioranza e Governo scelgono di mantenere un profilo basso sull'articolo 18, a sinistra ricominciano i travagli. Sembrava essere scoppiata la tregua sul referendum, con il rinvio a maggio della decisione sul voto e, invece, ieri si sono riaccese le divisioni che in queste settimane erano state in apnea. E così da una dichiarazione di Luciano Pettinari la Quercia ritorna in confusione. Prima Pettinari, esponente dell'area di Cesare Salvi, tra i promotori del quesito: «Sabato prossimo, all'assemblea di Aprile, ci esprimeremo per il sì al referendum». Sobbalza Fabio Mussi, del correntone: «Pettinari ha espresso la posizione di Pettinari. Le decisioni degli organismi vengono prese negli organismi stessi». A soccorrere Pettinari arriva Giorgio Mele ma con esiti scarsi. Scende nel dibattito Giovanna Melandri che conferma le parole di Mussi: «Nessuna decisione è stata ancora presa». Ma intanto il correntone (che dovrà allinearsi a Cofferati e quindi alla Cgil) mette fretta alla segreteria Ds. «È indispensabile - dice invece Vincenzo Vita - che i Ds decidano presto». Pierluigi Bersani continua a frenare: «Decideremo quando saremo più vicini al voto» ma ormai la gara allo schieramento è partita. Arrivano anche i liberal, con Enrico Morando che ripete: «Ci batteremo per respingere il referendum o facendo fallire il quorum o votando no». E alcuni esponenti della maggioranza e dei liberal tra cui Roberto Barbieri, Antonello Cabras e Nicola Rossi, fanno sapere di voler presentare una riforma dell'articolo 18 che sostanzialmente è l'opposto del referendum visto che ricalca la proposta Ichino. In serata Cesare Damiano, responsabile del lavoro per la Quercia, si sbottona in una «opinione personalissima». E cioè: «Non mi sembra opportuno partecipare alla campagna referendaria». Ma non sta già accadendo? LI.P.
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