4/4/2002 ore: 10:08
Arriva la riforma del Welfare cambia lo status di disoccupato
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Niente indennità se rifiuti il posto. Cercasi 2 miliardi di euro. Marzano apre a Cofferati Arriva la riforma del Welfare cambia lo status di disoccupato
Le novità più importanti toccheranno in primo luogo il collocamento: le "liste" attuali saranno solo un ricordo, mentre sarà considerato "disoccupato" solo chi si dichiara «immediatamente disponile allo svolgimento o alla ricerca di un´attività lavorativa». In caso di rifiuto di un corso di formazione o di un posto fisso o ancora di un lavoro a termine con durata superiore a 8 mesi (4 per i giovani) nella stessa regione, lo status di disoccupato si perde e insieme ad esso l´indennità di disoccupazione. Questa indennità sarà irrobustita: avrà la durata di un anno ( e non sei mesi come ora) e passerà dall´attuale 40% dello stipendio al 60% iniziale che scenderà via via fino al 30%. Ed è proprio questa misura a necessitare di una nuova sostanziosa copertura finanziaria da parte dello Stato. Il governo per ora non dà cifre, ma si parla di un intervento che si avvicina, a regime, ai 2 miliardi di euro. Diverso il discorso per le crisi aziendali passeggere, che saranno gestite da "enti bilaterali" imprese-sindacati che utilizzeranno appositi fondi contributivi versati dalle stesse imprese e dai lavoratori. «Il Welfare to work - ha spiegato il sottosegretario Maurizio Sacconi - riassume i primi articoli del disegno di legge delega che riforma il collocamento, e riordina le iniziative di protezione e aiuto all´ingresso nel mondo del lavoro, oltre alle forme di sussidio alla disoccupazione, collegandole alla formazione continua. In questo pacchetto - prosegue il sottosegretario - ci sono la riforma complessiva e strutturale degli ammortizzatori sociali, i servizi all´impiego, quelli per agevolare il lavoro alle donne» ad esempio sostenendo gli asili nido. «Il documento - conferma Sacconi - indicherà anche il piano finanziario per la realizzazione degli obiettivi» che confluirà nel Dpef a giugno, e non farà alcun riferimento all´articolo 18. Intanto, è iniziato il cammino del disegno di legge delega, all´esame in prima lettura in commissione Lavoro del Senato. Ieri, dopo un primo braccio di ferro, è partita la votazione degli emendamenti. L´opposizione ha presentato al solo articolo 1 (che tratta la revisione dei servizi all´impiego) oltre 250 emendamenti. La commissione ne ha esaminati 11 approvandone due a firma Ulivo e rinviandone un terzo, sempre dell´opposizione, alle norme transitorie. Tra quelli bocciati, la richiesta di soppressione dell´interno articolo presentata da Rifondazione comunista, mentre è stato dato il via libera ad alcuni miglioramenti del testo. |