12/5/2004 ore: 10:05
Agenti del commercio: appello all’unità sindacale
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E non si tratterebbe di una realtà da sottovalutare. «Siamo 300mila imprese di intermediazione — precisa Donadon — con un indotto di oltre un milione di addetti». Per Antonello Marzolla, segretario nazionale dell’Usarci, il tasso di sindacalizzazione si aggira intorno al 30% degli addetti. Le altre sigle sono Fnarc (legata a Confcommercio, secondo Donadon), Fiarc (Confesercenti) oltre a Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Le sigle riescono a compattarsi nel momento in cui si chiudono gli accordi. Ma poi prevalgono interessi diversi. Secondo l’Usarci, ad esempio, non ha senso che gli agenti siano rappresentati dalla Confcommercio che, in pratica, è una controparte. In ogni caso la nuova struttura, qualora venisse costituita, non nascerebbe con propositi conflittuali. Per il presidente dell’Usarci, infatti, i tanti problemi della categoria possono essere affrontati e risolti solo se si farà fronte comune, «e in questo fronte vorrei includere anche le rappresentanze datoriali». Perché, secondo Donadon, gli agenti di commercio non sono controparti delle aziende che rappresentanto, ma partner e collaboratori legati da medesimi interessi. Dunque collaborazione ad ampio raggio. Da estende, in prospettiva, anche ad agenti assicurativi, a promotori finanziari, agli agenti immobiliari. Un fronte di 5-600mila persone iscritte. Nel frattempo i sindacati sentono la necessità di lavorare molto sul piano della formazione. Marzolla ricorda che la richiesta di agenti da parte delle aziende continua a crescere. «Ogni anno nascono 12-13mila imprese, ma dopo 5 anni solo il 10% è sopravvissuto» aggiunge il segretario dell’Usarci. Serve, quindi, una maggiore qualificazione. Magari arrivando sino all’istituzione di una sorta di albo professionale. |