11/2/2002 ore: 10:45

Adesso il governo insulta Cofferati

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Adesso il governo insulta Cofferati

di?
Roberto Rossi


 Il governo non ci ha pensato su. E a un giorno dalla chiusura del congresso della Cgil, ? passato all’attacco del suo leader, Sergio Cofferati. Un attacco verbale, con insulti, che ha coinvolto, a vario titolo, un po’ tutti i ministri. Dal Canada alla Sicilia passando per il Veneto, tutti hanno dovuto dire la propria opinione sul segretario della Cgil. La giornata si ? aperta, ma solo per un problema di fuso orario, con l’intervento del super ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Da Ottawa, dove si ? concluso il G7 finanziario, Tremonti ha fatto sentire la sua bollando lo scontro tra la Cgil da una parte e Cisl e Uil dall’altra ?un dramma o uno psicodramma nel mondo sindacale?. Secondo Tremonti, a Rimini ?? andato in scena un esempio di flessibilit? nel mondo del lavoro, perch? qualcuno ha deciso di cambiare mestiere?. Il riferimento ? nei confronti dell’intervento di Sergio Cofferati reo, sempre secondo il ministro, di essersi mosso da politico e non da sindacalista.
Accusa che Bossi ha spiegato a modo suo. ?Il problema - ha detto il ministro delle Riforme da Verona - ? che Cofferati e la Cgil vanno in giro a dire bugie nelle fabbriche. E lo fanno per motivi politici?. ?La Cisl e la Uil - ha spiegato - hanno chiesto loro due o tre delle cose per cui si chiede il superamento dell’art.18. Come fanno adesso a dire il contrario di ci? che dicevano un anno fa??.
Diversa invece la posizione della Cgil, che da questo punto di vista, secondo Bossi ha mantenuto una sua coerenza: ?Cofferati lo capisco - ha detto il ministro delle Riforme -. Lo scontro con D’Alema era avvenuto un anno e mezzo fa, proprio sull’articolo 18. D’Alema proponeva di fare una delle tre cose che oggi propone Maroni. Cofferati ? rigido oggi come fu rigido allora. ? evidente che si prepara ad uscire dal sindacato per entrare in politica. Non so se far? il suo partito, il suo “partot?”, lo vedremo. Per? mi pare che le cose siano cos?: sta preparando una posizione di scontro frontale. Sono poi quelle che servono a creare nuove forze politiche?.
Chiaro, no? Ecco allora il ministro della Difesa Antonio Martino dalla Sicilia, il quale oltre a bacchettare Cofferati si ? profuso in consigli. ?Mi auguro - ha commentato Martino - che le Sinistre, nell’interesse loro e nostro, non cadano nella trappola di Cofferati, n? accettandone l’impostazione n? cercando di conciliarla con quella opposta. In entrambi i casi, infatti, priverebbero l’Italia di un’opposizione efficace, credibile, che costituisce l’essenza vera della democrazia?.
?Cofferati - ha continuato Martino - ? convinto che lo sciopero generale possa contribuire a spingere l’opposizione verso la svolta a sinistra ed ? anche probabile che, ove ci? accadesse, egli ritenga di potersi proporre come leader del cartello delle sinistre?.
Il ministro ha ritenuto questa ?una strategia antica, ampiamente sperimentata in Italia in passato, ma che non ha portato fortuna alle sinistre, condannandole e restare escluse dal governo?. ?Come esponente del governo - sottolinea Martino - questa prospettiva dovrebbe piacermi: un’opposizione priva di credibilit?, profondamente divisa, incapace di scegliere ua strategia plausibile e priva di una leadership autentica e accettata, rafforza, com’? ovvio, il governo. Ma non ? cos?. Martino ha consigliato invece ?essenziale al funzionamento del sistema democratico un’opposizione robusta, propositiva, in grado di offrire un’alternativa al governo in carica. Serve anche al governo - ha concuso - perch? lo sprona ad operare, ne controlla l’operato e ne corregge gli errori?.
E Roberto Maroni? Anche lui da Verona - per la precisione dalla fiera dove era in corso la Scuola federale padana, chiamata anche un po’ pomposamente il World Trade Center, che la Lega ha predisposto per i quadri chiamati da Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli e Liguria per spiegare quali sono i temi che il prossimo congresso di Assago (Milano) dovr? affrontare dall'1 al 3 marzo - ha fatto sentire la sua voce. ?Non voglio commentare il congresso della Cgil ma al Cofferati sindacalista che dice che dove non c’? art. 18 non c’? democrazia io ricordo che una legge del ‘90 ha esentato i sindacati dall’applicazione dell’art. 18. Il Cofferati sindacalista si sente dunque di scioperare contro il Cofferati datore di lavoro? C’? o no democrazia in un’organizzazione come il sindacato che non applica l’art. 18?.

Maroni non si ? sottratto ad una domanda sul cardinale Martini, che due giorni fa a Milano aveva detto no al liberismo selvaggio. ?Sono d’accordo con lui - ha detto -. Noi non parliamo di liberismo selvaggio, ma della necessit? di tradurre nella normativa italiana gli obiettivi che ci ha posto la Ue: riforma del sistema previdenziale, del mercato del lavoro, del part-time, del sistema degli ammortizzatori sociali. E non mi pare si possa dunque parlare di liberismo selvaggio, ma invece di creare maggiori opportunit? per chi non ha un lavoro?. E le deleghe? ?Non cambiano?.




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