18/4/2006 ore: 12:07

A.Polito: «Il piano di abolizione non avrà il mio voto»

Contenuti associati

    domenica 16 aprile 2006
      Pagina 54 - Economia
        L?INTERVISTA
          Polito, senatore della Margherita: no alle scelte ideologiche

          ?Il piano di abolizione non avr? il mio voto?

          ROMA - ?Una legge ideologica per l?abrogazione della Biagi non avrebbe il mio voto?. Ha gi? le idee chiare Antonio Polito, fresco senatore della Margherita, e pronto a fare in modo che il ?timone riformista della coalizione promesso agli elettori sia preso da Ds e Margherita?.

          Siamo gi? al confronto tra le due anime della sinistra?
            ?La mia contrariet? all?ipotesi di abrogazione nasce da tre ragioni. La prima ? simbolica: non voglio sostenere una sorta di "vendetta postuma" della Cgil contro Biagi, la sua memoria e lo scontro politico che si ? sviluppato intorno alla questione. Anzi, su questo ho molto apprezzato l?articolo di Massimo Riva su Repubblica in cui ricorda quanto sia sbagliato prendere ordini dalla Cgil. L?abolizione sar? anche nel programma di Epifani, ma non ? in quello dell?Unione?

            In quel programma si parla di "superamento" della legge 30: cosa significa?
              ?La seconda ragione per cui sono contro l?abolizione ? proprio quella di merito: l?Italia ha la priorit? di far lavorare pi? gente. Abbiamo il tasso di disoccupazione giovanile pi? alto d?Europa e abbiamo uno dei pi? bassi tassi di occupazione, vale a dire la percentuale di persone che hanno un impiego rispetto alla popolazione in et? lavorativa. Si pu? correggere la Biagi per favorire la crescita degli occupati e per combattere eventuali abusi delle nuove tipologie di contratto che hanno spinto verso la precarizzazione. Ma questo si fa con emendamenti mirati alla legge o con i decreti applicativi. Quindi lavoriamo per avere pi? occupazione e interveniamo per ottenere anche una buona occupazione nel caso ci siano degli eccessi?

              E la terza ragione?
                ?Considerazioni politiche che nascono anche dal risultato del voto: innanzitutto il bipolarismo non significa che ogni legislatura due-tre anni si perdono a cancellare quello che ha fatto il vecchio governo; poi l?Italia spaccata in due che ci hanno consegnato le elezioni deve ricordarci che met? Paese ha votato per chi la legge Biagi l?ha approvata e difesa. Per uscire da questa situazione dobbiamo concentrarci sul futuro e non sul passato. Il dialogo con l?opposizione auspicato da pi? parti comincia confrontandosi sulla riduzione del cuneo fiscale (che anche il centrodestra voleva fare) e non trasformando la Biagi in una battaglia simbolica come quella sull?articolo 18. Cos? si radicalizza lo scontro sociale, si riaprono i contrasti tra Cgil e Confindustria. Non ? quello di cui abbiamo bisogno?.

                Specie in un Senato dalla maggioranza cos? risicata, le tensioni tra i partiti del centrosinistra possono paralizzare il governo dell?Unione?
                  ?? giusto che ci sia una discussione interna anche vivace, ma non si possono tollerare forzature sul programma a cui si ? arrivati dopo una lunga mediazione. Sulla base di quello siamo stati eletti ed ora siamo vincolati a rispettarlo?.

                  (l.i.)