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"Ue" Via alla Bolkestein modificata

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    venerd? 17 novembre 2006

    Pagina 14 - Economia & lavoro



    L’Europa d? il via alla Bolkestein modificata
      Liberalizzazioni dei servizi con pi? garanzie per i lavoratori. Ma il compromesso non convince tutti

      di Felicia Masocco / Roma

      COMPROMESSO - Il Parlamento europeo ha approvato definitivamente quella che in origine si chiamava direttiva Bolkestein dal cognome di Fritz, il commissario olandese che la present? pi? di tre anni fa. Tre anni dopo i servizi vengono liberalizzati, si sblocca un mercato che rappresenta il 70% del Pil europeo ma che tocca a malapena il 20% degli scambi. ? scomparsa l’idea-base, il contestatissimo, iniquo principio del ?paese d’origine? ? stato travolto e seppellito da una valanga di proteste. la cancellazione era gi? stata decisa in prima lettura. Dunque a un lavoratore che presti opera in un paese diverso dal suo saranno applicate le norme del paese ospite. ? stata evitata una gara al ribasso di costi e diritti. Almeno per il lavoro dipendente, quello autonomo nella Ue segue altre norme. Dopo il via libera da Strasburgo manca ora solo la formalit? del s? del Consiglio e poi saranno gli stati membri ad esprimersi recependo la direttiva nel loro ordinamento. Hanno tre anni di tempo per farlo, a meno che non vada come per l’orario di lavoro il cui iter va avanti dal ‘93.

      Il nuovo testo ha avuto il voto contrario dei comuniti e dei verdi e una dozzina di astensioni. Hanno invece votato a favore i popolari, i liberali e i socialisti. Tra questi anche la parte della delegazione italiana che in commissione aveva votato con la Comunisti e verdi alcuni emendamenti migliorativi che per? non sono passati. Il fatto ? che il testo approvato ? un compromesso gigante tra paesi e partiti, accettabile per i socialisti che tuttavia hanno chiesto una lettera che fornisse chiarimenti, un’interpretazione ?autentica? di alcuni punti considerati ambigui.

      ?Le norme consentono di completare la costruzione di un mercato interno di cui l’Europa ha bisogno - ? il commento dell’europarlamentare Antonio Panzeri -. Si sblocca il mercato ma nel rispetto dei diritti dei lavoratori e si offre un riferimento ai paesi, come l’Italia, in cui si discute di liberalizzazioni?. Un buon compromesso anche per la Ces, il sindacato europeo, che parla di ?un successo del movimento sindacale e un esempio di buona cooperazione con il Parlamento?.

      Il nuovo testo riduce in modo considerevole il campo di applicazione, una serie di regole ha infatti escluso dalla liberalizzazione i servizi considerati ?sensibili? come quelli finanziari, dei trasporti, portuali, ma anche quelli relativi alla sanit?, alle agenzie di lavoro interinale, ai giochi di azzardo, e quelli forniti da notai e ufficiali giudiziari. Esclusi anche i servizi sociali e quelli privati di sicurezza. Inoltre, per ragioni di ordine pubblico, di sicurezza, di sanit? o per motivi ambientali, il singolo stato potr? imporre condizioni specifiche sue proprie che tuttavia devono avere il carattere della necessit? e non devono essere discriminatorie. Le restrizioni non hanno comunque soddisfatto la Sinistra europea e i Verdi che parlano di ?compromesso inaccettabile?, denunciano la scarsa chiarezza di parti del testo e per questo annunciano ricorso alla Corte europea di giustizia.