20/5/2005 ore: 11:26
"StatoLiquido (2)" L’ira di Prodi (F.Martini)
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Pagina 6 - Politica DALLA CINA UNA DURA REAZIONE CON I SUOI L’ira di Prodi: non sono uomo per tutte le stagioni QUANDO sta in buona, Romano Prodi la mette così: «Io Francesco non lo capisco...». Nel travagliatissimo rapporto tra il Professore e il «piacione» - che ieri pomeriggio ha raggiunto il punto più basso - c’è un non-detto che riguarda un sentimento poco politico come la riconoscenza. Nell’estate del 2000 Arturo Parisi, con Prodi costantemente informato, è decisivo nel preparare la nomination dell’outsider Rutelli come sfidante di Silvio Berlusconi. Per tre anni l’ex sindaco di Roma è più prodiano dei prodiani, interpreta un delfinato ricco di prospettive «ma quando Romano ha fatto le sue prime apparizioni in Italia - sostiene Parisi - Rutelli ha capito che non sarebbe stato ricandidato e da quel momento ha cavalcato l’orgoglio della Margherita». Rutelli pensa l’esatto contrario, ritiene che Prodi «discrimini» la Margherita, col risultato che da ieri sera il rapporto tra i due è ai minimi termini. Il Professore in queste ore è in Cina, preferisce non aprire bocca sul no di Rutelli al Listone, ma in serata parlando con i suoi ha pronunciato una frase molto forte: «Non sono l’uomo per tutte le stagioni». Ma anche grazie alla rapidità della incursione del trio Rutelli-Marini-Franceschini, il Professore non ha definitivamente deciso la contromossa e chi parla con sicumera di scissione non ha ascoltato la prudenza di Prodi sul tema. Anche se il Professore una cosa l’aveva detta nei giorni scorsi nelle chiacchierate informali: senza lista unitaria, la Federazione dell’Ulivo non c’è più. Prima di rifugiarsi in una stanza del Crowne Palace Hotel, Arturo Parisi, sia pure a mezza bocca confermava: «Dopo aver presentato la Lista unitaria in due elezioni come le Europee e le Regionali, eliminare l’Ulivo alle Politiche svuota la Federazione». O per dirla con Antonio La Forgia, già presidente della Regione Emilia-Romagna: «Se non si presenta alle elezioni, la Federazione resta un Centro studi». Se oggi, come pare certo, il «parlamentino» della Margherita si concluderà con un voto chiaro, Prodi e Parisi dovranno decidere come reagire e una decisione ancora non c’è. Ma sicuramente «il dibattito sull’Ulivo non si esaurirà con il voto», dice Giulio Santagata, direttore della Fabbrica del Programma. Come dire che i prodiani apriranno un fronte polemico, che dovrebbe avere come momento culminante un intervento di Prodi. Che potrebbe tirare le somme, prendere atto che la Federazione senza lista non ha senso. E anche senza indicarlo direttamente, Rutelli risulterebbe il «colpevole» del no al Listone unitario, colui che ha soppresso l’Ulivo col silenziatore. E’ ancora presto per capire se si prepara una vera e propria «campagna» per additare il Rutelli «anti-unitario» davanti all’opinione pubblica, ma certo i ragionamenti che girano tra gli ulivisti vanno in questa direzione. Dice il bolognese Marco Munari: «Non si può pensare che dopo una lunga moratoria si decida in 48 ore e poi si chiuda la discussione. L’opinione pubblica sarà investita della questione». E che i prodiani non intendano «mollare» lo dimostra anche la decisione di convocare per il 17 giugno un’assemblea pubblica. |