31/1/2002 ore: 10:31

«Sì al dialogo, basta falsità sull'art. 18»

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D'Amato: il sindacato fa disinformazione, Confindustria non vuole licenziamenti selvaggi - Maroni annuncia una campagna informativa
?S? al dialogo, basta falsit? sull'art. 18?
Primi incontri per i contratti pubblici, oggi nuovo round sulle risorse, luned? negoziato a oltranza
Lina Palmerini
ROMA - Tutto rinviato a oggi. L'incontro di ieri a Palazzo Chigi sui contratti nel pubblico impiego tra Governo e sindacati ha dato solo il fischio d'inizio a una vertenza che arriver? alla stretta finale luned? prossimo. Intanto il clima sociale non accenna a raffreddarsi: gli scioperi contro l'articolo 18 e contro il Governo continueranno, oggi toccher? al Lazio, mentre il ministro del Welfare Roberto Maroni annuncia una campagna informativa diretta ai cittadini ?per ristabilire la verit? sulle misure prese dal Governo su lavoro e pensioni. ?Sento l'esigenza - ha detto Maroni - di contrastare le distorte informazioni? diffuse in questi giorni nelle fabbriche e nei comizi. A Maroni ha risposto ieri il leader della Cgil, Sergio Cofferati che lo ha ?invitato a riflettere sul risultato straordinario? ottenuto dal sindacato con gli scioperi. E anche dal presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, ieri a Boston dove ha incontrato economisti del Mit e il premio nobel Modigliani, ? arrivata una dura reprimenda sulle informazioni diffuse sull'articolo 18. ?? molto grave - ha detto il numero uno degli industriali - che si cerchi di fare una cattiva informazione. Si ? parlato a lungo di Europa nel corso delle ultime settimane. Ebbene, non c'? Paese europeo che abbia le rigidit? italiane e nel quale sia imposta la reintegrazione nel posto di lavoro senza l'alternativa del risarcimento. Questa ? una cosa che bisogna dire con grande chiarezza ai lavoratori. Invece si sta facendo nelle piazze una campagna di disinformazione. Essere disponibili, come Confindustria ?, al dialogo sociale non significa essere disponibili a subire ogni palata di fango che arriva da un pezzo di sindacato. Gli industriali non vogliono licenziamenti selvaggi?. D'Amato ha anche ricordato i richiami dell'Ocse, del Fmi, dell'Ue, che ?ci continuano a richiamare su interventi di questo tipo oggi attuati solo in modo molto timido e parziale mentre il percorso di riforma dovrebbe essere pi? coraggioso?. Un dibattito che non ? solo di oggi ma, ricorda D'Amato, ? stato oggetto di discussioni in passato anche nel mondo sindacale e di sinistra: Gino Giugni, Luciano Lama, Giorgio Benvenuto, Pierre Carniti, Massimo D'Alema e Pietro Larizza hanno sollevato ?nel corso di questi ultimi 15 anni la necessit? di rivedere l'articolo 18?. Alle parole di D'Amato ? arrivata la replica del leader della Cisl, Savino Pezzotta: ?Noi non abbiamo mai espresso falsit?, abbiamo invece sempre espresso la nostra volont? al dialogo, per? si dialoga sempre in due, tre, non si dialoga davanti agli specchi. Credo che bisogna trovare un luogo, una sede dove su alcune questioni che riguardano il mercato del lavoro e il Mezzogiorno si pu? incominciare a discutere?. E sull'incontro di ieri sul pubblico impiego, Pezzotta ha aperto uno spiraglio: ?Anche se interlocutorio, segna l'avvio di un confronto?. Per la Cgil ?? stato un incontro deludente? mentre la Uil incalza: ?Trattativa in tempi brevi - ha detto Antonio Foccillo segretario confederale - altrimenti si andr? allo sciopero?. Ieri, infatti, nonostante la presenza del vicepremier, Gianfranco Fini (oltre che del ministro della Funzione pubblica Franco Frattini e dei sottosegretari all'Economia e al Welfare, Giuseppe Vegas e Maurizio Sacconi) si ? solo avviata la trattativa che prosegue oggi e che sfocer? in una no-stop luned?. Il 15 febbraio, data dello sciopero generale del pubblico impiego, ? alle porte ma soprattutto la prossima settimana comincia il congresso Cgil, quindi c'? un'oggettiva esigenza di stringere i tempi. E di trovare le risorse visto che ieri il Governo non si ? sbilanciato sulle cifre. Sciopero confermato, quindi, anche se durante l'incontro il vicepremier Fini ? stato chiaro: da parte del Governo c'? tutta l'intenzione di trovare una soluzione e se non si trover? si arriver? allo sciopero che non ? un'arma eversiva ma un legittimo strumento dei lavoratori. Ma ? oggi che si comincia a ragionare sui calcoli per il recupero dell'inflazione. Se ieri si ? parlato di tutta la parte giuridica, (dalle privatizzazioni alla dirigenza) oggi al Governo tocca cominciare a fare la trattativa sulle cifre. La rivendicazione sindacale sul recupero del differenziale tra inflazione reale e programmata ? di 2,1% (1,3 miliardi di euro) anche se va tolto uno 0,5% gi? stanziato in Finanziaria e soprattutto va calcolata la quota di inflazione importata. ? su questo punto, cio? sulla depurazione dell'inflazione importata ma anche sulle date di "copertura" finanziaria, che ci sar? la vera battaglia sindacale del contratto. Il Governo oggi partir? da un'offerta sui 400 milioni di euro, quindi si approder? a una cifra pi? alta. Ma anche sulle cifre comincia una polemica. ?Il Governo - ha detto Sergio Bill?, presidente di Confcommercio - va nella direzione giusta aprendo uno spiraglio alla trattativa su pensioni e lavoro ma l'articolo 18 non pu? essere una merce di scambio con il contratto del pubblico impiego. Regalare soldi ai dipendenti pubblici ? un conto troppo salato che dovrebbe essere pagato da chi dello Statuto ha fatto un'inutile crociata?.

Gioved? 31 Gennaio 2002