9/11/2006 ore: 10:48
"Servizi" Arriva la rivoluzione delle professioni
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Pagina 9 - Politica Arriva la rivoluzione delle professioni Mastella stringe i tempi PAOLO BARONI I guru della Roland Berger, una delle principali societ? di consulenza strategica del mondo, hanno dato voti alle liberalizzazioni italiane. Risultato? Il Belpaese ? rimandato. Spiega Roberto Crapelli, amministratore delegato della filiale italiana del gruppo: ?In Italia c’? ancora molto da fare per realizzare la liberalizzazione dei mercati, ma anche dove qualcosa ? stato fatto, i consumatori e le imprese non ne hanno approfittato?. Le cause? Vanno ricercate ?in una resistenza passiva del sistema e in un problema culturale - spiega ancora Crapelli -. La buona notizia ? che le opzioni sono ancora aperte. Il rischio ? dovuto al fatto che dobbiamo realizzare riforme strutturali nei prossimi 36-48 mesi?. Le elaborazioni Roland Berger partono dall'indicatore sintetico dell’Ocse Product Market Regulation (PMR) che riassume le politiche interne ed esterne (controllo dello Stato, propriet? pubblica e coinvolgimento nell'economia, barriere all'imprenditorialit?, capacit? amministrativa e regolamentare, oneri amministrativi su imprese start-up, barriere alla concorrenza. Stando ai valori illustrati ieri a Roma emerge chiaramente che la capacit? di competere del sistema Italia ? in calo. L'Italia risulta il quinto mercato pi? regolamentato al mondo dopo Ungheria, Messico, Turchia e Polonia. Mentre i livelli pi? bassi si registrano in Australia, Regno Unito, Islanda e Stati Uniti. Analizzando la situazione italiana in dettaglio emerge un quadro quanto mai incerto. I benefici della liberalizzazione nell'energia - spiega il rapporto - ad esempio oggi sono stati conseguiti solo dai grandi clienti, nelle acque ad un aumento delle tariffe non ? corrisposto un aumento dell'efficienza di sistema o di soddisfazione degli utenti. Pur in presenza di un quadro legale completo la concorrenza nei trasporti ferroviari ? limitata ed esclusiva del settore merci, nel trasporto aereo invece i benefici della concorrenza tra vettori sono ridotti dalle rendite monopolistiche degli aeroporti. Il confronto con l'Europa, viceversa, ? positivo per il mercato del lavoro e per le telecomunicazioni, dove la riduzione delle tariffe ? anche il risultato della vigorosa concorrenza tra attori. Il credito e la distribuzione appaiono invece ancora lontani dagli standard europei di concorrenza, mentre ancora oggi nelle professioni l'Italia ? penultima dopo la Grecia. Per quanto riguarda le infrastrutture, anche nei settori aperti alla iniziativa privata, come i terminali di rigassificazione del gas, l'aumento dell'offerta ?trova ostacoli in incertezze nel processo autorizzativo di realizzazione di investimenti?. Il futuro dell'economia italiana richiede risposte urgenti - conclude Crapelli - ed ? chiaro che la definizione delle soluzioni investe tutti i livelli del sistema Italia: governo, Camere, imprenditori, sindacati e? investitori istituzionali?. Il gioco per? vale senz’altro la candela: la spinta liberalizzatrice potrebbe infatti far lievitare la crescita del nostro prodotto interno lordo sino al 3,5 % |