26/1/2007 ore: 10:17
"Riforme" Approvato il decreto
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Pagina 2 - Primo Piano LIBERALIZZAZIONI APPROVATO IL DECRETO Maratona La seduta del Consiglio è durata quasi sette ore: la più estenuante della legislatura che cambiano il volto del Paese preceduto è mancato il coraggio di cambiare in modo così forte» ROMA Per farcela c’è voluto tempo, quasi sette ore. C’era da discutere di Afghanistan, scuola, ma soprattutto bisognava ricomporre lo scontro del giorno prima fra i ministri dello Sviluppo Bersani e il vicepremier Rutelli. Verso le dieci di sera, dopo aver rinviato al prossimo consiglio il riordino delle Authority, è arrivato il via libera al pacchetto liberalizzazioni, composto da un decreto e da un disegno di legge. Il premier Prodi, provato dallo sforzo, usa toni trionfalistici: «Cambiamo faccia all’Italia, l’economia è liberata». Per Bersani sono norme che «serviranno a migliorare la vita di tutti i giorni». Il documento messo a punto dal ministro dello Sviluppo - 47 articoli per un centinaio di misure - ha dovuto fare i conti con Rutelli. Il leader della Margherita non era soddisfatto e voleva farci rientrare alcune proposte a lui care. Nonostante ieri mattina buttasse acqua sul fuoco delle dichiarazioni rese ai giornali - «nessuna divisione con Bersani» - in consiglio dei ministri ha insistito perché passassero. Alcune sono state accolte, altre no. Insomma, la messa a punto dei due provvedimenti non è stata semplice. C’era da decidere cosa far entrare subito in vigore, per decreto, e cosa invece esporre al «rischio» della lettura parlamentare con il disegno di legge. Ma bisognava anche tenere conto del monito del Quirinale, che due giorni prima aveva raccomandato a Bersani di non eccedere con la decretazione d’urgenza. Per evitare di mettere troppa carne al fuoco si è invece deciso di rinviare la riforma delle autorità di controllo al prossimo consiglio. C’erano le riserve di Di Pietro (infrastrutture) e di Bianchi (Trasporti). Per di più mancava il «padre» della bozza, Enrico Letta, costretto a letto con l’influenza. IL DECRETO. Alla fine nel decreto sono confluiti dodici articoli. C’è la norma che permetterà l’apertura «in un giorno» di un’impresa (basterà un’unica comunicazione al registro delle imprese), e la cancellazione per legge dei costi di ricarica dei cellulari. Entra in vigore da stamattina il recesso immediato «senza vincoli o spese» da tutti i contratti stipulati con operatori di telefonia, reti televisive e provider internet. Via libera alla trasparenza delle tariffe aeree (le compagnie low cost non potranno più reclamizzare voli a un centesimo, ma spiegare che vanno aggiunte le tasse) e alla norma che prevede la «portabilità della targa» come negli Stati Uniti. All’ultimo momento la lobby delle Poste ha invece fatto saltare il «bonus» per le missive arrivate in ritardo o mai consegnate. Arrivano nuovi obblighi sulla data di scadenza degli alimenti, una norma che rende più semplice l’estinzione delle ipoteche sui mutui, nuove tutele in materia di Rc Auto: le compagnie ad esempio non potranno più assegnare automaticamente una classe di rischio più bassa in caso di incidente. Via libera infine alla revoca degli affidamenti per i lavori dell’alta velocità ferroviaria non ancora iniziati e la messa in gara degli affidamenti revocati. Finisce per decreto il monopolio delle guide turistiche (plaudono gli storici dell’arte), mentre estetisti e parrucchieri da oggi potranno aprire negozi senza più limiti territoriali. |