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Maroni: certo il sì alla delega Il 28 nuova manifestazione sindacale
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ROMA -La Lega rimette in campo la scelta del voto di fiducia sulla riforma delle pen-sioni. Lo fa il ministro del Welfare, Roberto Maroni, an-cora una volta incurante delle perplessità degli alleati della maggioranza che anche ieri, come ha fatto Rocco Buttiglione, hanno espresso perplessità sul ricorso alla fiducia. «Ci sono molte strade, ma un fatto è certo: la riforma sarà approvata entro il 31 dicembre», ha detto il ministro del Carroccio fissando una deadline per le nuove pensioni che porta dritto al voto di fiducia. Maroni ha anche escluso che gli incentivi per allungare l’età pensionabile possano essere trasferiti nella legge Finanziaria. Nonostante gli appelli al dialogo con le parti sociali, l’eventuale voto di fiducia sulla riforma porterebbe a uno strappo ancora più netto con i sindacati che già pensano a un ritorno in piazza. «Uno sciopero? Certamente sì ma in quel caso sarebbe in difesa anche del Parlamento e delle sue prerogative calpestate», risponde Pierpaolo Baretta, segretario confederale Cisl. Nel sindacato si aspetta la fine del mese per tracciare definitivamente una strategia anche se una parte del mondo sindacale vuole che, comunque, maturi una proposta unitaria sulle pensioni e su tutto il sistema del welfare. A fine novembre, infatti, la maggioranza dovrà scegliere quale strada imboccare: se davvero quella del voto di fiducia, l’unica in grado di portare la riforma al traguardo entro la fine dell’anno, oppure lasciare che le nuove misure al dibattito parlamentare ma con tempi necessariamente più lunghi. «Una cosa è ormai chiara: il Governo non è interessato al dialogo e tantomeno a una nostra contro-proposta che in ogni caso ci dovrà essere», dice Baretta mentre il numero due della Uil, Adriano Musi continua a vedere «una totale confusione nella compagine governativa che impedisce qualsiasi ipotesi di confronto». Intanto c’è un nuovo appuntamento di piazza per i sindacati. Questa volta sono i pensionati, non coinvolti direttamente dalla riforma del Governo, che scelgono il prossimo 28 novembre per protestare contro la Finanziaria. In realtà, per il movimento sindacale dal prossimo sabato fino al 18 dicembre è un susseguirsi di appuntamenti di piazza. Cgil, Cisl e Uil hanno messo giù un calendario che lascia pochi fine-settimana liberi: si comincia sabato prossimo, da Reggio Calabria con una manifestazione contro la Finanziaria e per il Mezzogiorno, poi il 28 c’è la protesta delle categoria dei pensionati ma anche della sanità, il 29 c’è la scuola che sfilerà in piazza, infine il 6 dicembre c’è l’attesa manifestazione contro la riforma della previdenza e poi il 18 quella sugli immigrati. Ieri la riunione dei direttivi unitari di Cgil, Cisl e Uil dei pensionati ha intanto deciso per il 28 novembre una manifestazione nazionale contro la delega sulle pensioni; per il recupero del potere d’acquisto delle pensioni; per l’istituzione del Fondo nazionale per la non autosufficienza; realizzazione di una rete di servizi sul territorio a tutela delle persone non autosufficienti. Lo stesso giorno ci sarà anche lo sciopero dei lavoratori della sanità che sfileranno per protestare contro il mancato rinnovo contrattuale. È soprattutto il tema dell’inflazione che diventa malessere tra le categorie dei lavoratori. «C’è una divaricazione crescente - ha detto Silvano Miniati, segretario generale della Uilp - tra inflazione ufficiale e inflazione reale, intendendo per reale non quella scritta nelle statistiche, ma quella rilevabile al momento della spesa. Sono ormai milioni i pensionati che vivono con redditi che non assicurano più neppure la sopravvivenza». L’altro tema è «l’istituzione del Fondo nazionale per la non autosufficienza e la realizzazione di una rete di servizi sul territorio a tutela delle persone non autosuffcienti», spiega Betty Leone segretario dello Spi-Cgil oltre che, come dice Antonio Uda, segretario generale della Fnp-Cisl «appoggiare la difesa dello stato sociale dalla minaccia di smantellamento. Siamo molto preoccupati per le politiche dei tagli che metteranno in difficoltà le regioni ed i comuni nell’aiutare le fasce più deboli della popolazione, tra cui vi sono gli anziani». Si comincia sabato prossimo ma le piazze sono prenotate fino a metà dicembre.
LINA PALMERINI
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