5/4/2005 ore: 12:30
"Regionali 4" Barbera: non ci si sposta a sinistra
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il Politologo Vince chi è radicato, non i radicali «Le valutazioni dei vertici non sono sempre giuste. Nichi era il candidato adatto e gli elettori di centrosinistra lo hanno scelto nelle primarie». Molti nel centrosinistra gli imputavano posizioni estreme e persino delle diversità che avrebbero dovuto intimorire l’elettorato. Ecco, le primarie: adesso nell’opposizione c’è chi sottolinea che, visto il risultato di queste Regionali, per le Politiche non sono più necessarie. Perché il centrosinistra ha vinto? «Questo era un test politico. È significativo che si sia registrato un notevole successo in mezza Padania così come al Sud. I voti dell’Ulivo sono aumentati ovunque, anche dove si è perso, cioè in Lombardia e in Veneto. È inutile che la Cdl dia la colpa all’astensione: l’affluenza è calata solo dell’1,7%, un numero che se anche fosse andato tutto al centrodestra, non avrebbe colmato la differenza». Sì, ma a che cosa si può attribuire questo successo: alla voglia di dire no a Berlusconi, oppure alle proposte del centrosinistra, o a Prodi...? «Direi che ha perso il centrodestra: i suoi elettori sono disillusi per le promesse non mantenute. Ma c’è stata anche un’apertura di credito verso il centrosinistra: ma va consolidata, serve un passo in più per diventare una vera alternativa di governo. Insomma non abbiamo già la vittoria in tasca per il 2006. Anzi, bisogna fare attenzione che questo successo non faccia aumentare le divisioni nella coalizione né faccia diminuire lo sforzo per il programma». Berlusconi, come chiede qualcuno, dovrebbe dimettersi? D’Alema, dopo la sconfitta alle Regionali del 2000, lo fece. «No. D’Alema aveva puntato su quelle elezioni per legittimarsi, ma Berlusconi non ha questo problema. Piuttosto, metta da parte il suo progetto di riforma elettorale: oggi è dimostrato che non lo aiuterebbe e ormai non ha più la credibilità politica per farlo». Daria Gorodisky |