23/6/2006 ore: 11:03

"Referendum" Cresce la fronda nella Cdl

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    venerd? 23 giugno 2006

    Pagina 2 - Interni
      IL CASO
        Da Follini all?Ugl, tutti contro l?ex premier che replica: "Cavalli di Troia della sinistra"
          Cresce la fronda nella Cdl
          "Siamo noi gli indegni"

          FRANCESCO BEI
            ROMA - Si presentano cos?, facendo il verso a Silvio Berlusconi: ?Eccoci, siamo un gruppo di indegni?. Il copyright della battuta ? di Bruno Tabacci, ma ci si riconoscono in tanti. Sono i sostenitori del ?no? al referendum annidati nella Cdl. Convinti di non essere mosche bianche, n? tanto meno - come dice a Porta a Porta il Cavaliere - dei ?cavalli di Troia della sinistra?. Certi anzi, come sostiene Marco Follini, che ci sia ?una larga parte del centrodestra che voter? "no" e, quando si conteranno i voti, potr? essere una parte anche numericamente importante?. Ieri alcuni di questi "dissidenti" - dopo le analoghe prese di posizione di Alessandra Mussolini e Giorgio La Malfa dei giorni scorsi - sono usciti allo scoperto per la prima volta insieme, in una conferenza stampa a Montecitorio: oltre ai centristi Follini e Tabacci (ma ? significativo che anche Pier Ferdinando Casini abbia deciso di non fare campagna per il "s?"), si sono presentati Publio Fiori della Dc di Rotondi e il Pli di Stefano De Luca, Renato Altissimo, Giuseppe Basini. ?Il nostro "no" - ha puntualizzato Tabacci - non si confonde con il "no" di Scalfaro, ? fortemente orientato a proseguire sul cammino delle riforme, fino all?assemblea costituente?. L?ex An Publio Fiori ? entrato nel merito contestando lo slogan della Cdl secondo il quale con la riforma finirebbe lo strapotere dei partiti sul premier: ?E? vero il contrario. In realt? il premier sar? forte nei confronti dell?opposizione e debolissimo nei confronti dei partiti della maggioranza?.

            Il fronte del "No" si allarga anche agli esponenti di quei partiti protagonisti della prima stagione costituente. Si rif? vivo l?anziano leader socialdemocratico Luigi Preti (schierato con la Cdl) che dall?alto dei suoi 92 anni lancia un grido dall?allarme: ?Io sono alla fine della vita e dico: "Evviva la Costituzione del ‘48!". Non ho ancora molto da campare, ma vorrei finire la mia vita con una Costituzione di altissimo valore che tutto il mondo ha apprezzata?. L?ufficio politico del Pli si riunisce per dire ?no a una devastazione delle istituzioni realizzata a colpi di maggioranza?.
              Se dentro Alleanza nazionale nessuno contesta la linea per il "si" scelta da Fini, l?ex senatore Michele Bonatesta, dichiarando il suo "no", rivela un retroscena sull?approvazione della riforma: ?Quando fummo chiamati a votare la devolution, erano pochi i parlamentari di An ad essere convinti. Alla fine, votammo a favore non per disciplina di gruppo, ma solo perch? dai vertici del partito ci fu assicurato che poi, al referendum confermativo, la riforma sarebbe stata affossata?. A destra si schiera ufficialmente per il "no" anche il sindacato Ugl. Nonostante Gianfranco Fini auspichi comunque che ?tanti iscritti Ugl votino s?, il segretario del sindacato Renata Polverini non mostra incertezze: ?Quello che non possiamo tollerare ? al Nord e al Sud ci siano trattamenti differenti per lavoratori e pensionati, specialmente nella sanit? e nell?istruzione?. Polverini spiega di aver anticipato al leader di An la posizione contraria del sindacato: ?Lui mi ha risposto che l?interesse nazionale sar? comunque garantito, ma non mi ha convinto al punto da farmi cambiare idea?.