Cofferati esorta il sindacato a ?proseguire la lotta? contro le deleghe del Governo: ?Ledono la democrazia sostanziale? ?Pronti allo sciopero generale? Appello all'unit? tra confederazioni - ?Preoccupa la sinistra che dimentica il lavoro? - Anomalo il rapporto Esecutivo-imprese Massimo Mascini
|
|
(DAL NOSTRO INVIATO)
RIMINI - Una Cgil autonoma dai partiti politici, pi? vicina a Cisl e Uil, fortemente impegnata nella difesa dei diritti e delle tutele dei lavoratori, messi in pericolo da un'inedita e preoccupante alleanza sviluppatasi tra il Governo di centro-destra e la Confindustria, contro la quale ? necessario usare anche lo sciopero generale. ? questa la Cgil che Sergio Cofferati ha descritto ieri nella lunga relazione con la quale ha aperto i lavori del 14? congresso della sua confederazione. Non ha fatto nemmeno un riferimento alla crisi del Centro-sinistra. Fedele alla promessa di parlare solo di sindacato, anche per rafforzare la sua dichiarazione secondo la quale alla base delle decisioni della Cgil c'? sempre e solo il merito dei problemi, Cofferati ha per? chiesto ?alla politica, e in particolare alla sinistra, attenzione e rispetto? per il mondo del lavoro. La risposta di Cisl e Uil verr? stamattina dagli interventi di Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, che pure hanno gi? espresso seri dubbi sulla possibilit? di arrivare allo sciopero generale. Ma sembra proprio il riferimento allo sciopero generale il passaggio pi? importante della relazione del segretario della Cgil. Cofferati stesso del resto non si ? nascosto l'irritualit? di parlare di una scelta del genere in un congresso, quando compete semmai al direttivo confederale decidere. Ma proprio sull'irriducibilit? dello scontro con Governo e Confindustria Cofferati ha centrato la sua relazione, per cui gli ? venuto normale, dopo aver lodato gli scioperi di queste settimane e la forte partecipazione cui hanno dato luogo, dichiararsi ?convinto che in questo quadro articolato di iniziative debba trovare collocazione anche lo sciopero generale?. A suo avviso infatti in questi mesi si ? verificata una vera e propria ?anomalia, individuabile nei rapporti tra industrie private e Governo, mai cos? stretti e dipendenti, tali da produrre una congiunta azione sinergica per alterare il quadro di regole e procedure che in questi anni hanno garantito stabilit? e risanamento?. Cofferati ha distribuito colpe e responsabilit? ai suoi interlocutori e anche al Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, cui ha imputato di ?ignorare tutto, realt? compresa, per non rivedere le sue mirabolanti previsioni di boom economico?. Per Cofferati le imprese, ?molte, non tutte per fortuna?, difendono un modello di competizione sempre pi? accentuato, che ha finito nei fatti per coinvolgere anche tutele e diritti dei lavoratori, visti come un costo e quindi eliminabili. Una strategia accentuatasi con l'avvento dell'euro che ha impedito le svalutazioni competitive senza che le aziende avessero accettato la vera sfida degli investimenti in qualit?. Di qui la scelta di avvicinarsi al Governo, al quale chiedere ?maggiori trasferimenti automatici di risorse dello Stato verso le imprese e l'abbattimento di protezioni, diritti e vantaggi contrattuali dei lavoratori?. Ma Cofferati ? stato molto drastico nel suo giudizio anche verso il Governo, al quale ha rimproverato tra l'altro di ?praticare pericolose lesioni di importanti pratiche della nostra democrazia sostanziale?. Sotto accusa tutta la politica economica, non in grado di rispondere alle promesse elettorali. Senza risultati i provvedimenti dei cento giorni, sia la Tremonti bis che le norme per l'emersione, ma soprattutto pericoloso il sistematico ricorso alle deleghe, che mette in discussione ?funzioni primarie dello Stato laico perch? esautora la discussione parlamentare e svuota il negoziato sociale?. Ma preoccupa Cofferati anche il fatto che il Governo ?giustifichi sempre le proprie scelte con l'esigenza di corrispondere alle richieste dei propri elettori, ignorando sistematicamente gli interessi generali del Paese, che invece dovrebbero caratterizzare ogni atto di Governo?. Contro questi avversari la Cgil ? pronta a lottare anche con lo sciopero generale con l'obiettivo di ?difendere o, se si preferisce, conservare i diritti?. Cofferati non ha paura delle parole e rivendica ?la difesa di quei diritti e di quelle tutele fondamentali che sono il tessuto connettivo di un Paese democratico?. Una scelta giusta, sostiene, considerando il consenso trovato, ma che si basa anche sull'abitudine a contrattare. E cos? Cofferati loda l'accordo per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, perch? ha difeso i salari e distribuito produttivit? e perch? ha restituito forza al modello contrattuale. Accordo che non intacca la difesa dei diritti e in particolare la richiesta dello stralcio delle norme relative all'articolo 18 dello Statuto e dell'arbitrato. Per portare avanti questa lotta dura servirebbe pi? unit? con Cisl e Uil. Cofferati ha lodato la compattezza di questi giorni, ma a suo avviso non basta. Per questo ha invitato i ?cugini? a discutere assieme un possibile progetto unitario partendo ?dai valori comuni, da tratti di comune identit?. Primo passo, una legge sulla rappresentanza, sulla base delle norme scelte per il pubblico impiego. Gioved? 07 Febbraio 2002
|
|
|