7/9/2006 ore: 11:25

"Pensioni" L'idea Cislina non piace a Cgil, Uil e Ugl

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    gioved? 7 settembre 2006

    Pagina 4 - Risiko


    L’idea Cislina non piace a Cgil, Uil e Ugl

    La Cisl, attraverso l’autorevole voce del suo segretario generale aggiunto Pierpaolo Baretta, si dice disponibile a un aumento dell’et? pensionabile rispetto a quella attuale ma chiede di sostituire lo “scalone” (e cio? il passaggio nel 2008 da 57 a 60 anni per l’et? necessaria alla pensione di anzianit? a fronte di 35 anni di contributi) con “scalini” che aumentino l’et? pensionabile in modo graduale. La ?proposta Baretta?, per?, apre subito un altro fronte di polemica. Non solo nei confronti del governo ma anche tra gli stessi sindacati. Cgil, Uil e l’Ugl non ci stanno, anzi: rigettano al mittente la proposta. La ?proposta Baretta? ipotizza che si possa studiare per il 2008 un aumento dell’et? a 58 anni (invece dei 60 previsti dalla legge Maroni) o la fissazione di una “quota” tra et? e contributi. La quota possibile - spiega Baretta - potrebbe essere 95 (ad esempio 60 anni di et? e 35 di contributi ma anche 57 di et? e 38 di contributi). Tutto ci?, per?, non dovrebbe prevedere penalizzazioni sulle prestazioni. L’idea non piace affatto alla Cgil, che sostanzialmente la rigetta, e anche l’Ugl dice subito un no secco all’aumento dell’et? pensionabile (altrettanto “secco”) ipotizzato dalla Cisl e chiede che il rinvio dell’uscita dal lavoro sia volontario, attraverso incentivi e senza disincentivi. ?Noi pensiamo - dice il segretario generale Renata Polverini - che si debba ragionare solo sugli incentivi. Siamo disponibili alla discussione ma bisogna evitare le penalizzazioni sulla prestazione che si riceve?. Per la Uil parla il neo segretario confederale Domenico Proietti: ?? prematuro pensare cos? in dettaglio al come. Prima serve capire cosa vuole fare esattamente il governo. visto che un giorno Prodi dice una cosa, poi Rutelli un’altra e Bersani un’altra ancora?. E, in effetti, di pensioni discutono anche - e molto - gli esponenti del governo ma per decidere (cosa che ancora non hanno fatto) se tenerla dentro o fuori dalla manovra di quest’anno e come. ?Dobbiamo agire subito, e, se si liberano nuove risorse - ha detto ieri il vicepremier Rutelli - investirle in questo settore per riformare il Tfr e destinarlo alla previdenza integrativa. Ecco la vera emergenza?. Non ci pare.

    (e.co.).