4/9/2006 ore: 9:59
"Pensioni" Interventi nel nome della flessibilità
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Pagina 4 - Economia/Oggi Sulle pensioni interventi nel nome della flessibilit? Damiano: mai pensato di alzare l’et? pensionabile sua posizione sulle pensioni, al termine di una settimana di voci e smentite che hanno suscitato qualche interrogativo, se non addirittura allarme tra i lavoratori italiani. Ma in realt? il ministero del lavoro sta lavorando per attenuare gli effetti dello “scalone” introdotto dal precedente governo e per rendere pi? “flessibili” le pensioni, adeguabili cio? alle diverse esigenze e scelte dei lavoratori. ?Siamo di fronte a una situazione, sulla base della controriforma Maroni - ha spiegato ieri il ministro - che costringer?, dal primo gennaio del 2008, i lavoratori ad andare in pensione, come minimo con 60 anni di et? e 35 anni di contributi. Noi vorremmo abbassare questa soglia dei 60 anni e vorremmo farlo con l'utilizzo di incentivi per chi resta pi? di 60 anni e di leggeri disincentivi per chi lascia prima. Reintroducendo quindi una logica di piena flessibilit? con la discussione e la concertazione fra le parti sociali che per noi sono il punto di riferimento?. Quindi Damiano ha ricordato ?di non aver mai parlato di eliminazione totale del cosiddetto scalone?, riconoscendo per? che si tratta di un’operazione che potrebbe avere ?un costo di una certa rilevanza? per i conti pubblica. la soluzione praticabile? ?Vogliamo solo attenuarne gli effetti, si tratta solo di stabilire di quanto?, ha spiegato Cesare Damiano. E, ?conti alla mano? si ? detto convinto che questo meccanismo ?nel medio e lungo periodo produrr? importante risparmi per il sistema pensionistico nazionale?. Per realizzare questo progetto sono state anche individuate alcune possibili ?misure compensative? per reperire risorse: ?Un contributo di solidariet? dalle cosiddette pensioni d'oro, o una limitazione delle differenze e dei privilegi del sistema pensionistico; l'innalzamento dei contributi per il lavoro parasubordinato o per gli apprendisti; una razionalizzazione degli istituti previdenziali, e penso al rapporto tra Inps e Inpdap. Ci possono essere moltissimi esempi di razionalizzazione e risparmio si tratter? di vedere qual ? il punto di equilibrio?. Il ministro ha sottolineato che queste misure ?consentiranno, accanto a misure che il governo potrebbe introdurre come i contributi figurativi sempre a vantaggio dei lavoratori parasubordinati nei momenti di disoccupazione, di rispondere all'interrogativo dei prossimi anni se la pensione sar? sufficiente per i nostri figli, sapendo tutti che sar? significativamente inferiore?. Insomma, un impianto flessibile per consentire scelte diverse e limitare gli effetti della riforma Maroni che, secondo Damiano, ? ?iniqua nei riguardi di una certa generazione di lavoratori?. L'intera riforma ?sar? oggetto di discussione con le parti sociali e sar? correlata con la situazione dei conti e la struttura dei costi che derivano da questa manovra in quanto il nostro obiettivo ? l'equilibrio?. Le possibili razionalizzazioni, conclude Damiano, ?possono produrre anche risparmi ulteriori nel medio periodo? e ?nell'immediato porter? risorse importanti e nel futuro garantir? l'innalzamento della pensione?. Poco prima del suo intervento al Workshop Ambrosetti, il ministro del lavoro si ? intrattenuto in un colloquio con il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei, sotto gli sguardi curiosi di decine di giornalisti. Al centro della chiacchierata, a quanto pare, i nodi legati alle modalit? di applicazione del progetto di riduzione del cuneo fiscale per le aziende. |