13/3/2007 ore: 10:06
"Pensioni" Il sindacato al governo: ora ci convochi
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Pagina 13 - Economia & Lavoro chiama il governo: ora ci convochi inviata a Bergamo Ma il primo punto è sempre quello dell’apertura del tavolo: Cgil, Cisl e Uil chiedono «unitariamente» a Prodi di accelerare i tempi del confronto con le parti sociali. Un «confronto a tutto campo» che affronti «prioritariamente» i temi della «crescita», senza trascurare la riforma del sistema previdenziale, e che abbia tra gli obiettivi la redistribuzione del reddito, tanto più adesso che si può contare su una maggiore disponibilità di risorse (i conti pubblici migliorano, come dovrebbe confermare anche la Trimestrale di cassa, che verrà diffusa giovedì). «Il problema - sottolinea Epifani - non è di partecipare al gioco di come ripartire queste risorse, ma di cominciare da chi ha più problemi e più diritti». Come dire: d’accordo che la crisi di governo ha rallentato i lavori, ma a questo punto il tempo è scaduto. Anche per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, «i tempi del confronto col governo si devono accorciare». «Noi abbiamo delle proposte, uniti come mai - dice - Anche sul secondo livello di contrattazione che serve per migliorare la produttività del sistema Italia. Il governo ci deve convocare per discutere soprattutto di come ognuno possa dare una mano alla ripresa economica. Poi discuteremo anche del welfare, di ammortizzatori sociali, di rivalutazione delle pensioni. Ma il primo punto all’ordine del giorno non può che essere la ripresa economica». E ancora: «La classe dirigente si sta perdendo in chiacchiere, parlando di temi etici e internazionali - continua Bonanni - La gente invece vuol sapere come fare a pagare la spesa, come mandare i figli a scuola, come va in ospedale, quali saranno le loro pensioni e quale la loro occupazione. Se il governo ha in mente di cambiare i coefficienti di rivalutazione delle pensioni - avverte - noi non siamo assolutamente d’accordo. Sarebbero i giovani quelli che ne pagherebbero di più le conseguenze». Quanto all’età pensionabile, Bonanni nota: «Il problema è la percentuale reale rispetto all’ultimo stipendio» non si può «andare in pensione con il 40% dell’ultimo stipendio, non è accettabile per un paese civile». Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, la trattativa col governo va avviata al più presto «per non sprecare i segnali di ripresa economica che si vedono, poi è chiaro che nella discussione non mancherà il tema della previdenza». Secondo la Uil «la proposta più realistica ed efficace è quella di incentivare le persone a restare al lavoro lasciando però liberi di scegliere se restare al lavoro o andare in pensione una volta maturati i requisiti». Quanto allo scalone, che entrerà in vigore il primo gennaio 2008 e che quindi è urgente riformare, tutti d’accordo sul fatto che «va abolito». «Poi si può discutere di tante cose - chiude Epifani - Ricordando che non basta vivere più a lungo, bisogna anche poterlo fare in condizioni di serenità». Questo tra l’altro significa che «a chi lavora in fonderia, o alla catena di montaggio, certo non si può chiedere di aumentare l’età pensionabile neanche di un mese». |