31/10/2006 ore: 11:03

"Pensioni" Cisl: alziamo l'età pensionabile

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    marted? 31 ottobre 2006

    Pagina 8 - Economia
      IL CASO
        Sindacati in ordine sparso verso la trattativa con il governo per la riforma della previdenza. Fondi, Damiano incontra banche e assicurazioni
          E la Cisl rompe un tab?: alziamo
          l'et? pensionabile
            Tra gli obiettivi
            assicurare un
            trattamento
            dignitoso a chi
            ? impegnato in
            avori flessibili

            ROMA - Aumentare l?et? pensionabile? ?Siamo pronti a discuterne?, dice il segretario generale aggiunto della Cisl, Pier Paolo Baretta. E rompe un tab? tra i sindacati. Perch? cos? non la pensano n? la Cgil di Guglielmo Epifani, n? la Uil di Luigi Angeletti. Ma, di fronte all?invecchiamento della popolazione e alla crescita delle aspettative di vita (tra il 1961 e il 2005 ? aumentata di ben 11 anni), la Cisl lancia la sua ricetta: puntare a "quota 95", che si ottiene sommando l?et? e gli anni di contribuzione. Il tutto, per?, all?insegna della volontariet? e a forme di incentivazioni ad andare in quiescenza pi? tardi e senza penalizzazioni sull?assegno. Un modo per superare lo "scalone" introdotto da Maroni che dal primo gennaio del 2008 porter? l?et? pensionabile dagli attuali 57 anni a 60, con 35 anni di contribuzione. Un punto che per ora divide i sindacati: la Cgil e la Uil pensano che si debba tornare indietro rispetto alla riforma del centrodestra, ma non imboccando un?altra strada che comunque conduce ad aumentare l?et?.

            Per i lavoratori pi? vicini alla pensione, Baretta propone di introdurre la possibilit? di ricorrere a forme di part time per un certo periodo di tempo durante il quale ricevere anche un anticipo di pensione.

            All?apertura sul versante dell?et?, per?, si contrappone la chiusura su quello dei coefficienti di trasformazione, cio? di quei numeri (che proprio in base all?andamento demografico) determinano l?ammontare della pensione sulla base dei contributi versati. ?I coefficienti definiti con la legge Dini del ?95 - sostiene Baretta - non si toccano?.

            Tuttavia - spiega il numero due della Cisl - ?l?obiettivo primario della riforma deve essere quello di assicurare una pensione dignitosa ai giovani impegnati in lavori flessibili con lunghi periodi di inattivit? e, dunque, di "buchi" contributivi?. Per costoro andrebbero individuate forme di contribuzione figurativa, attraverso la fiscalit? generale o forme di solidariet? tra contribuenti. ?Non dimentichiamoci - dice - che con il sistema di calcolo contributivo la pensione ? destinata a scendere sotto il 50 per cento rispetto all?attuale 60-70. Se a questo aggiungiamo alcuni periodo di vuoto contributivo, si arriva facilmente sotto il 40 per cento. Sarebbe una vera emergenza sociale?.

            Infine i lavori usuranti, quelli che dovrebbero essere esclusi dall?aumento dell?et?. La Cisl suggerisce di cambiare impostazione nella selezione di questi lavori: non pi? per categorie (i chimici, i metalmeccanici, ecc.), bens? per ?condizione lavorativa? e cio? chi fa i turni, chi ? esposto alle intemperie o lavora sottoterra fino a considerare ?l?usura immateriale che provoca l?uso prolungano delle nuove tecnologie?.

            (r.ma.)