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gioved? 5 ottobre 2006
Pagine 5
PREVIDENZA. CGIL, CISL E UIL HANNO FIRMATO
Di Ettore Colombo
Il memorandum sulle pensioni agita le acque In casa Cgil la sinistra interna ? gi? all'attacco
Il memorandum di riforma del sistema pensionistico, di cui governo e sindacati cominceranno a parlare a partire dal I gennaio del 2007 ma la cui discussione dovr? concludersi tassativamente entro il 31 marzo - memorandum reso noto ieri grazie a uno scoop del quotidiano la Stampa - agita, o quantomeno increspa, le acque del sindacato italiano e in particolare in casa Cgil. La sua ala pi? sinistra, infatti, capeggiata dal leader della ?Rete 28 aprile? Giorgio Cremaschi, promette battaglia e, sostanzialmente, anticipa il suo voto contrario all'interno del Direttivo della confederazione di corso d'Italia che si terr? il 9 ottobre. Non sono molti (anzi, sono molto pochi) i voti su cui Cremaschi pu? contare nel Direttivo ma prefigurano un'opposizione senza quartiere alla linea tenuta in questi mesi da Epifani, linea che Cremaschi bolla con un ?4 meno, sindacalmente parlando. Il segretario sta portando la Cgil in un vicolo cieco? dice con toni battaglieri al Riformista. ?Non siamo e non possiamo essere o consulenti di palazzo Chigi. E, in ogni caso, sul tema delle pensioni, serve una consultazione dell'organizzazione e di tutti i lavoratori. Che sicuramente ribalteranno le posizioni assunte dal vertice della Cgil?. Fonti vicine a Epifani si limitano a ricordare che ?sotto quel memorandum la firma di Epifani c'? come quella di Bonanni e Angeletti. In ogni caso, ci mancherebbe altro che non consulteremo i lavoratori e i pensionati?. Anche Marigia Maulucci, segretaria confederale che ha seguito passo passo l'iter della Finanziaria, non ha dubbi: ?Nel Direttivo del 9 si discuter? di tutto, come ? ovvio, ma voglio ricordare che nell'ultimo scorso abbiamo votato all'unanimit? la decisione di approvare la posizione unitaria di Cgil, Cisl e Uil sulla Finanziaria tenendo fermo il punto che, sulle pensioni, il governo non poteva e non doveva “fare cassa”. Cos? ? stato. Di pensioni discuteremo a partire da gennaio, come scritto nel memorandum?. La discussione del Direttivo della Cgil potrebbe per? portare alla luce tensioni e “sensibilit?” specifiche delle tante anime che compongono la (larghissima) maggioranza epifaniana e di certo qualcosa avr? da dire - sul tema delle pensioni come sui rapporti da tenere con il governo come con Confindustria - il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini. Il quale, parlando con i giornalisti a margine di un (davvero ben fatto) convegno sulla figura dello storico (e radicalissimo) leader della Fiom Claudio Sabattini, oltre a ribadire le ragioni di un sindacato che dovrebbe essere ?indipendente? - come chiedeva e teorizzava Sabattini, in anni nemmeno troppo lontani, quando polemizzava con D'Alema come con Cofferati - e non ?autonomo?, come invece vogliono e credono i riformisti, da Epifani in gi?, indic? diversi ?altol?. Attaccando Confindustria e il ?patto sulla produttivit? chiesto dal presidente Montezemolo ma anche la ?scelta sbagliata? sul cuneo fiscale fatta dal governo (?Si tratta - disse Rinaldini - n? pi? n? meno che una svalutazione fatta in altro modo, senza un'idea di politica industriale?) e chiedendo - come poi ? successo, in realt? - che non vi fosse, in Finanziaria, ?nessun intervento di nessun tipo sulla previdenza, a partire dalla chiusura delle finestre pensionistiche?. Ma anche ricordando che ?nel programma dell'Unione c'? l'abolizione dello scalone introdotto da Maroni, mi limito ad attenermi a quelle dichiarazioni. In ogni caso, non capisco nemmeno perch? se ne debba discutere a partire dal I gennaio 2007, se non per fare un atto politico. L'intervento sulle pensioni, anche dal punto di vista della ricerca di risorse per il bilancio dello Stato, cos? com'? previsto non ha senso?. Parole che lasciano presagire una posizione se non dura come quella di Cremaschi, quantomeno critica. Al Direttivo, di certo, le tensioni - sindacali e politiche - interne alla Cgil verranno al pettine, anche se sia l'aver tenuto fuori lo scottante capitolo pensioni dalla Finanziaria che il reperimento di maggiori (e ben pi? adeguate) risorse sul tema del pubblico impiego (ma non su quello della stabilizzazione degli insegnanti: non a caso i quadri della scuola della Cgil sono in sofferenza, proprio come i pensionati) ? un indubbio risultato che va ascritto alla accorta regia messa di Epifani.
Certo ? che la coperta della legge Finanziaria, da marted? scorso all'esame della Camera dei deputati, comincia a dimostrarsi davvero ?troppo corta?. Lo sanno le parti sociali (sindacati, Confindustria, associazioni di categoria di ogni ordine e grado) e lo sa, in buona sostanza, anche il governo. ?Trovare la quadra? in Parlamento - specie al Senato, naturalmente - non sar? facile e, in questi giorni, le polemiche e le richieste di ?aggiustamento? in corso d'opera assommano tensione a tensione. L'altra sera Cgil, Cisl e Uil hanno comunque firmato un documento comune e unitario che d?, di fatto, il ?via libera? alla manovra. Punti positivi, l'equilibrio tra risorse destinate agli investimenti e quelle derivanti dalle correzioni di spesa. Punto negativo - o, quantomeno, interrogativo - la necessit? di chiarire ?come? l'impegno preso dal governo sulla riduzione del 40% del cuneo fiscale per i lavoratori ?sar? mantenuto?. Chiarito - al pi? presto - questo, restano altre forti ?criticit?, che Cgil, Cisl e Uil hanno preferito mettere nero su bianco, a futura memoria. Tra questi, la riduzione dei trasferimenti agli Enti locali e la possibilit? di aumenti delle addizionali Ipref, Ici e tasse di scopo: servono ?correttivi visibili?, come chiedono a gran voce gli enti locali e l'ala radical dell'Unione, Prc in testa. Cgil, Cisl e Uil hanno espresso anche una ?netta contrariet? ai ticket?. Inoltre, servono, per loro, norme migliori sulla ?stabilizzazione del lavoro precario?, sulla necessit? di aumentare le detrazioni per gli ultra 75enni, mentre la dotazione del fondo per la non autosufficienti viene giudicata, appunto, ?insufficiente?. Per quanto riguarda l'istituzione del fondo presso l'Inps per l'erogazione del Tfr, argomento delicato che ha scatenato l'ira funesta di Confindustria (ieri il suo vicepresidente Alberto Bombassei ? arrivato a dire che, sul Tfr, il governo ha svolto un'opera di ?anti-concertazione?). Sul Tfr ha perso la pazienza anche la leader dell'Ugl Renata Polverini, che invece il memorandum sulle pensioni lo condivide ed ? pronto a firmarlo perch? ?coniuga la riforma della previdenza alla tutela del welfare?. Sul Tfr, invece, attacca: ?Quelli sono soldi dei lavoratori, il governo cerca solo di fare cassa con soldi non suoi. Bisogna far partire e bene la riforma della previdenza complementare, unico atto positivo dell'ultima Finanziaria di centrodestra?. Gi?, solo che ora c'? in campo il centrosinistra. Con questo bisogner? fare i conti.
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