16/1/2006 ore: 11:00
"MilanoRoma" Aborto, la piazza delle donne
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Pagina 8 - Interni Le madri e le figlie, ma anche i mariti e i padri, femministe che marciavano più di trent´anni fa e ragazze con il piercing. Il corteo che, ieri, ha bloccato il centro di Milano non è solo una fiumana di donne. Anche se sono loro che si fanno sentire di più in cori che prendono di mira su tutti la Cei ma anche i politici della Cdl, a partire dal ministro della Salute Francesco Storace che a distanza dice: «Si è celebrato il Carnevale. Il governo non vuole modificare la legge 194». Non sarà l´unico, il ministro, a criticare il corteo. Il presidente del Senato Marcello Pera usa parole severe: «L´aborto è un piccolo omicidio. Ho conosciuto tragiche situazioni di scelta tra sacrificare la salute, la serenità di una coppia o sacrificare il feto. Il problema è aiutare le donne a non abortire». Manifestazione auto-organizzata, e dunque i partiti dell´Unione ci sono ma restano indietro. Ds (compreso il presidente della Provincia Filippo Penati: «Questa è una maggioranza che non vuole far tornare indietro il Paese»), Rifondazione, Comunisti italiani e Rosa nel pugno (Emma Bonino: «La gente ormai si è resa conto che le molestie clericali hanno superato i limiti»), i quattro candidati alle primarie dell´Unione per la poltrona di sindaco di Milano (Bruno Ferrante, Dario Fo, Milly Moratti e Davide Corritore). E poi la Margherita in ordine sparso, c´è l´anima laica del partito, manca quella cattolica e soprattutto mancano le donne. «La Margherita non contribuirà mai a un clima dove le donne sono ricacciate nella clandestinità», ci tiene a dire Nando Dalla Chiesa. Ma di donne del partito non se ne vedono, e «mi dispiace, credo sia un´occasione persa per loro», scuote la testa un altro onorevole della Margherita come Pierluigi Mantini. Diplomatica, o ottimista, la ds Barbara Pollastrini: «Sono sicura che la prossima volta ci saranno anche loro. Comunque siamo tutte d´accordo: la 194 non si tocca». |