29/7/2005 ore: 11:17
«Meno costo lavoro per compensare le imprese»
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Tra le modifiche proposte c'è una maggiore certezza sul funzionamento del fondo di garanzia per facilitare l'accesso al credito soprattutto per le piccole e medie imprese. «Uno dei punti veramente qualificanti della prossima Finanziaria — ha detto ieri Roberto Maroni al Senato — sarebbe la riduzione del costo del lavoro. È una cosa che nessuno ha fatto negli ultimi dieci anni, che costa — certo — ma piuttosto che spendere un miliardo di euro in tanti piccoli rivoli, di carattere locale e assistenziale, è meglio metterli tutti insieme per fare una consistente riduzione del costo del lavoro per le piccole e medie imprese, legata al Tfr » . I calcoli, al ministero del Welfare, sono stati già fatti: si tratta di una sforbiciata del valore di due o tre miliardi di euro. Ma, certo, deve passare le severe selezioni dell'Economia alle prese con una Finanziaria 2006 non certo semplice. Nell'incontro di mercoledì scorso con il ministro del Welfare, le parti sociali si sono fidate dei « sì » di Maroni. Ora, stanno traducendo il documento comune in emendamenti al decreto sul Tfr che il Governo dovrebbe recepire: lunedì saranno pronti e saranno inviati a Via Veneto. Nel prossimo incontro fissato il 31 agosto, le promesse del ministro dovrebbero tradursi in fatti. Le modifiche chieste dalle parti sociali sono almeno cinque: agevolazione del trattamento fiscale per il lavoratore che conferisce il proprio Tfr (oggi è all' 11%); inoltre, quando scatta il meccanismo del silenzioassenso per l'adesione ai fondi, se il lavoratore resta " silente" deve essere privilegiato il fondo negoziale e non le polizze assicurative; anche nel caso in cui il lavoratore scelga di cambiare e indirizzare il proprio contributo alle polizze private, l'impresa deve continuare a versare il proprio contributo al fondo negoziale. Ecco, questi ultimi due punti hanno suscitato le scontate reazioni negative delle compagnie assicurative. Ma il ministro Maroni ha invece detto di preferire la soluzione prospettate dalle parti sociali. Infine il punto più delicato, quello che richiede risorse aggiuntive di cui il Welfare però non dispone. E, cioè, le compensazioni alle imprese. Dunque, riduzione del costo del lavoro e l'istituzione di un fondo di garanzia per agevolare l'accesso al credito delle imprese, soprattutto le piccole e le medie. Infine c'è anche la richiesta delle parti di affidare tutta la vigilanza in materia di fondi pensione alla Covip. |