27/5/2005 ore: 11:00
"LucaLuca (5)" Epifani annota: vedo un passo indietro
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Pagina 6 Epifani annota: vedo un passo indietro I sindacati preoccupati: non si può scaricare la crisi sul lavoro Dell’intervento, per gran parte condiviso, il passaggio sui salari, su «alcune piattaforme contrattuali fuori da ogni compatibilità» (leggi metalmeccanici) o anche le lodi tessute a tutto ciò che fa mercato contrapposto al «pubblico» (una palla al piede) sono i meno apprezzati dai leader di Cgil, Cisl e Uil. Né è piaciuto l’altolà agli statali, cioè ai «contratti i cui rinnovi costano sacrifici alle finanze pubbliche senza migliorare i servizi». «Non si può dire - insiste - che l’impresa non ce la fa e quindi tocca ad altri occuparsi di redditi, famiglie, lavoratori». Ancora: «i contratti si fanno in due: ci vuole il sindacato che abbia misura e il ruolo dell’impresa che non faccia finta di non avere responsabilità». Insomma per la Cgil non si possono scaricare le difficoltà sulle condizioni dei lavoratori, tanto più con un governo che non aiuta. Anche per Luigi Angeletti sui contratti e sulle piattaforme «Montezemolo ha torto». «Non siamo d’accordo», afferma Savino Pezzotta, del resto «ognuno fa la sua parte». «Credo però che vada colta la filosofia di fondo: il paese ce la può fare con lo sforzo di tutti e la Cisl è pronta». Pezzotta e Angeletti si dicono dunque disponibili a raccogliere la «sfida» di rifondare le relazioni industriali, «ma anche Confindustria deve mostrare più coraggio, perché quando si avvia un percorso lo si porta a termine», afferma il leader della Cisl. Il percorso si interruppe il 14 luglio scorso quando la Cgil non gradì la mossa degli industriali di mettere sul tavolo del «dialogo» la riforma del modello contrattuale. Non sorprende dunque la cautela di Epifani: «Il problema non è se si è pronti o meno, ma cosa si vuole fare». «Noi sappiamo cosa vogliamo, ma non è chiaro se questo corrisponde a quello che vuole Confindustria». |