9/5/2005 ore: 12:32
"Lettere" Sviluppo Italia investe e impegna le sue risorse
Contenuti associati
sezione: ECONOMIA ITALIANA - pagina 16 LETTERA in relazione all'articolo pubblicato sul quotidiano che Lei dirige, il Consiglio di Amministrazione di Sviluppo Italia ravvisa l'ennesimo tentativo di screditare un soggetto istituzionale, le sue attività e le sue performance. Tentativo, peraltro, frutto di interpretazioni originali derivanti da letture parziali di eventi e fenomeni aziendali, anche i più banali, tra i quali la mera lettura di un bilancio d'esercizio. Accusare Sviluppo Italia di inattività e scarsa competenza, vuol dire prima di tutto offendere i suoi Dipendenti, ognuno dei quali ha condiviso, nell'ultimo triennio, un intenso percorso di riposizionamento e riorganizzazione che ha portato alla ormai raggiunta credibilità della società nel mondo istituzionale e imprenditoriale e che ha permesso di rispondere alla sfida dell'efficienza e del rilancio. Per un attore dello sviluppo, l'efficienza non si desume solo dalla mera lettura di un prospetto di bilancio. Per Sviluppo Italia, e per i suoi risultati nell'ultimo biennio, parlano: la velocità di impegno delle risorse finanziarie assegnate per l'attuazione di programmi di sviluppo di impresa ( oltre 2.000 milioni di euro); il riconoscimento di unica amministrazione pubblica premiata dal Cipe per la celerità e l'efficienza nei processi di spesa in attuazione della normativa vigente; gli oltre 1.400 milioni di euro di investimenti attivati nel Paese attraverso le misure agevolative gestite; i 40.000 nuovi addetti creati nel biennio 2003 2004; i 74 investitori esteri che hanno manifestato interesse a realizzare insediamenti produttivi nel nostro paese, dimostrando che qualcuno ricomincia a crederci; le 18 Amministrazioni Regionali che chiedono supporto nelle attività di programmazione. E dell'efficienza di Sviluppo Italia parla anche il bruciante confronto con le performance di altri strumenti di agevolazione nazionali: il miglior rapporto tra investimenti/ addetti, solo 35mila euro per ogni nuovo occupato ( 75% in meno rispetto alla L. 488 e 85% in meno rispetto al contratto di programma); il più basso costo per lo Stato in termini di incentivi a fondo perduto per singolo addetto: 13mila euro ( 65% in meno rispetto alla L. 488 e 90% in meno rispetto al contratto di programma); certificazione di qualità della gestione di strumenti finanziari. Ma quand'anche si volessero trovare interpretazioni di tali risultati nel bilancio d'esercizio, è sufficiente notare l'incremento dei ricavi da servizi, generati dalla gestione di strumenti per lo sviluppo, pari al 173% nel triennio, oltre che un crescente impatto di tale voce sul totale dei ricavi ( dal 46% al 78%); così come il rafforzamento dell'organico, naturale evoluzione di una struttura le cui linee di attività hanno subito un progressivo rilancio, che è accompagnato da: un sensibile incremento della produttività media per dipendente (+ 30% rispetto al 2002); una partecipazione alla attivazione di investimenti nel Paese pari a ca. 1,2 milioni di euro per dipendente. Quanto al « forziere » di Sviluppo Italia, spiace essere nuovamente costretti a ribadire che in realtà si tratta più di un mero salvadanaio, pari a ca. 200 milioni di euro di risorse effettivamente disponibili. Infatti, la più volte citata disponibilità finanziaria di oltre 1.000 milioni di euro ( distribuita in 16 differenti istituti di credito) è comprensiva, per circa il 50%, di risorse oggetto di trasferimento ad altri attori istituzionali e come tali rese di fatto indisponibili dalla Legge finanziaria del dicembre 2003. Il restante 30% è vincolato in quota parte al funzionamento di misure gestite e in quota parte a impegni già stanziati su programmi di sviluppo. Il Consiglio di Amministrazione di Sviluppo Italia S. p. a.
|