16/3/2005 ore: 11:30
"Lavoro nel mondo 1" Anche il sindacato si globalizza...
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« Quale che sia il posto di lavoro, il Paese o il continente — ha diagnosticato l'ultimo congresso sul lavoro globale tenuto a novembre a Montreal, in Canada — i sindacati devono sentire la stessa musica: globalizzazione, flessibilità, deregulation, liberalizzazione, privatizzazione, individualizzazione e così via. Tradizionali metodi di attività sono rimessi in discussione; conquiste del passato devono essere rinegoziate; ed è difficile per i lavoratori far sentire la loro voce » . Meglio unirsi di più. E sta avvenendo a vari livelli. Quello massimo dovrebbe vedere nel 2006 la fine dello scisma laici cristiani con l'intesa fra Icftu ( la Confederazione dei sindacati liberi, che a sua volta ha assorbito la centrale di osservanza ex moscovita) e la Wcl di matrice cristiana. Sono riprese negli ultimi anni più strette intese di categoria a livello globale, non a caso ripercorrendo il cammino già fatto nella precedente era di globalizzazione ( 1880 1913). Gli americani della United Steelworkers puntano a creare un sindacato minerario e metallurgico ben collegato in tutto il continente. E c'è stata l'esplosione degli Ifa ( International frameworks agreements) che puntano a creare una base di standard di lavoro comuni, utilizzati soprattutto per le multinazionali, prevalenti per ora nei settori siderurgico e alimentare, e nei quali il sindacato italiano è molto attivo. Gli Ifa, dopo il primo, storico, con Danone 20 anni fa, sono 34, di cui 27 sono stati conclusi dopo il 2000 e oltre metà dopo il gennaio 2002. |