6/12/2006 ore: 10:01
"Lavoro" Le lavoratrici restano discriminate
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Pagina 13 - Economia & Lavoro Pi? precarie meno pagate Cantone: uomini lasciate le poltrone A questa situazione il governo ha cercato di porre rimedio con l'abbattimento del cuneo fiscale che prevede maggiori vantaggi per le imprese che assumono donne, in particolare nel Mezzogiorno. Dai dati verificati dal ministero del Lavoro emerge che le donne, per?, pur avendo in media un titolo di studio pi? elevato, ricoprono meno professioni prestigiose e, in percentuale maggiore rispetto ai colleghi maschi, svolgono professioni senza qualifica. Una donna su cinque fa un lavoro che richiede una formazione inferiore a quella di cui ? in possesso e le retribuzioni delle donne sono inferiori a quelle dei colleghi uomini: il gap va da 3.800 euro per i dipendenti a tempo indeterminato agli oltre 10.000 degli autonomi. Gli uomini hanno in media redditi superiori rispetto a quelli delle donne in tutte le forme contrattuali. La nascita di un figlio toglie ancora oggi pi? di una donna su dieci dal mondo del lavoro. Il 40% delle donne che non lavora, lo fa per prendersi cura dei figli, mentre il 35% ? scoraggiata dall'assenza di opportunit? lavorative. Solo l'1,2% delle donne arriva ad avere 40 anni di contributi, il 9% arriva a una contribuzione fra i 35 e i 40 anni e ben il 52% ? al di sotto dei 20 anni di contribuzione. E sul settimanale “Rassegna sindacale”, la segretaria organizzativa della Cgil, Carla Cantone, lancia una provocazione alle gerarchie politiche: ?Uomini, lasciate le vostre poltrone?. L’invettiva nasce dalla fatto che ?ogni qual volta in un altro paese del mondo una donna sale ai massimi livelli di responsabilit?, in Italia, i leader dei partiti, della politica e dei centri di potere si riscoprono talmente favorevoli all’avanzata delle donne da giocare allo scavalco fra di loro su chi promette obiettivi pi? grandi. Poi – scrive Cantone - passata la festa….?. |