8/2/2002 ore: 10:43

«Lavoriamo per uno sciopero unitario»

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??Congresso Cgil





?Lavoriamo per uno sciopero unitario?

di?
Felicia Masocco


 Dopo Cofferati, dopo Angeletti e Pezzotta, i loro distinguo e le loro precisazioni in tema di sciopero generale, il momento e la risposta di Guglielmo Epifani, il vice che potrebbe diventare tra pochi mesi il numero uno e che nel frattempo non s'? risparmiato: entusiasmo e passione nell'esprimere le idee della Cgil, prove di temperamento e di intelligenza politica, di cautela, di moderazione ma anche di fermezza, insieme, nella replica ai sindacalisti ospiti e ancora alleati. Alla fine e durante il suo intervento molti applausi, a volte tantissimi, quasi un'ovazione. Qualcuno potrebbe dire una consacrazione a futura memoria del primo possibile segretario di provenienza socialista, un passato nelle file del Psi, laureato in filosofia, adesso iscritto ai Ds.
Il suo, ? stato un fuori programma per rispondere a Pezzotta e ad Angeletti, proprio per marcare un impegno - obiettivo: ?I lavoratori chiedono unit? e se saremo capaci di rimanere uniti raggiungeremo altri successi?. Subito incalzando: ?Se il governo non cambia idea ci vuole lo sciopero generale. E la Cgil cercher? di farlo unitariamente?. Spiegando subito dopo : ?Uniti abbiamo chiesto lo stralcio dell'articolo 18, uniti possiamo vincere sull'articolo 18 e sulla previdenza, se sapremo lottare con impegno e senza lanciare messaggi sbagliati. Se poi il risultato non si ottiene, faremo le nostre valutazioni, ma dopo. Perch? se ? vero che l'unit? richiede compromesso, ? altrettanto vero che quando si tratta di diritti e di dignit? non c'? spazio per mediazioni?.
Ma Epifani ha chiesto qualche cosa d'altro: coerenza, perch? ?nelle piazze tutti e tre i segretari generali di Cgil Cisl e Uil hanno detto che il governo sta attaccando i diritti fondamentali dei lavoratori?. ?Ora - ha voluto precisare - dobbiamo essere onesti con quei lavoratori e con noi stessi. E dopo che milioni di persone hanno scioperato e manifestato nelle piazze di tutta Italia, se il governo insiste nelle sue posizioni diventa impossibile fare marcia indietro. E sono convinto che se saranno chiamati allo sciopero generale anche i lavoratori del pubblico impiego saranno in piazza per difendere i diritti di tutti i lavoratori?. Quindi ancora una domanda per precisare la posizione del suo sindacato: ?La Cgil ? pronta a scendere in piazza da sola? ?. La risposta ? stata chiara: ?Talvolta lo sciopero ? ineluttabile?.
Con un richiamo estremamente significativo, un riconoscimento ai metalmeccanici, alla Fiom, che da sola aveva avuto il coraggio di scioperare.
Sono stati messaggi e propositi che hanno infiammato la platea.

L'intervento del numero due, che diventer? numero uno, ha rianimato il popolo dei delegati, dopo la delusione che aveva percorso il palacongressi insieme con le parole dei segretari Cisl e Uil. E sono stati ancora applausi quando, replicando a Savino Pezzotta, Epifani ha ricordato: ?Qui non c'? qualcuno che vuole trattare e qualcuno che non lo vuole fare. Non c'? qualcuno che vuol far cadere il governo, tanto meno la Cgil, cos? come non c'? nessuno che deve mantenerli in vita i governi. Tutti insieme dobbiamo stabilire le condizioni alle quali si tratta o non si tratta e tutti dobbiamo ribadire con coerenza quanto detto finora: disponbili al confronto ma solo se si stralciano le modifiche all'articolo 18 e il taglio dei contributi. ? cos? ancora per tutti? Penso proprio di s?, perch? se non lo fosse si aprirebbe un grosso problema?.
?Pezzotta - ha riconosciuto Epifani - ha ragione quando pone il problema dell'autonomia di chi nella societ? rappresenta i diritti delle persone. Ma quando il governo assume di quella societ? solo un punto di vista, quello delle imprese, allora difendere quell'autonomia vuol dire contrastare il governo. Nel pubblico impiego abbiamo fatto un accordo di merito ed anche questa ? stata una dimostrazione della nostra autonomia?. ?Una sola avvertenza. C'?, lo avvertiva Pezzotta, un bisogno di compromesso tra le ragioni di tutti. L'unit? esige questo, lo sappiamo. E noi non sfuggiamo al compromesso. Ma c'? un problema. Penso che quando si parla di materie quantitative, come l'orario e le retribuzioni, ci sia facilit? nella mediazione. Ma quando parliamo di diritti che riguardano la libert?, se mediassimo, renderemmo non volontariamente ma nei fatti le persone meno libere e responsabili. Tutti dobbiamo renderci disponibili, nel nome di quei diritti, alle coerenze e alle iniziative necessarie, perch? quei molti che sono con noi debbono rappresentare anche il nostro domani?. Gli scioperi e le manifestazioni per Epifani hanno testimoniato in questi giorni quanto forte sia ?nel mondo del lavoro il livello di tensione ideale?: ?Quella tensione ideale che ti rende autonomo e deciso a combattere. Ed ? quella tensione che sostiene la nostra funzione di rappresentanza?.
Conclusione ancora tra gli applausi, che hanno premiato la chiarezza del discorso: unitario nell'autonomia, pronto al confronto, contrario al compromesso quando le questioni diventano di principio, un principio che deve salvaguardare valori e diritti. A giugno si vedr? come si realizzer? la previsione scontata di oggi della sua elezione, a cinquantadue anni, a segretario generale della Cgil.




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