13/9/2002 ore: 10:05
"La Finanziaria non va, rifatela"
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| Pagina 12 - Economia |
| 13 settembre 2002 |
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ECONOMIA E POLITICA "La Finanziaria non va, rifatela" D´Amato gela il governo. Pezzotta: siamo pronti alla mobilitazione
Il leader di Confindustria: con l´esecutivo nessuno strappo adesso così come nessun idillio in passato La Cisl: in piazza se non verrà rispettato il Patto per l´Italia". Sfida sui contratti VITTORIA SIVO
Con l´apertura della stagione autunnale, anche verso i sindacati si annunciano problemi. Da un paio di mesi Savino Pezzotta e Luigi Angeletti vanno ripetendo, questa volta all´unisono con la Cgil, che l´1,4% di inflazione programmata è troppo basso e che dunque le rivendicazioni salariali nei prossimi contratti non potranno rispettare questa soglia. E ancora ieri il leader della Cisl ripeteva il concetto, minacciando, in una intervista a L´Espresso, il ricorso alla «mobilitazione» se il governo non rispetterà in pieno il Patto firmato a luglio. D´Amato nella conferenza stampa dopo la prima Giunta post-feriale, mette in chiaro che «se l´inflazione riparte, per l´Italia sarebbe la peggior disgrazia». I sindacati non possono da un lato incassare una riduzione fiscale per i redditi più bassi pari a 5 miliardi e mezzo di euro e dall´altro innescare dinamiche conflittuali sui contratti non rispettando la politica dei redditi. «L´inflazione programmata non si concorda, è il governo a deciderla e ci sono regole precise per il successivo recupero rispetto all´inflazione reale», scandisce il presidente degli industriali, ricordando che «Ezio Tarantelli morì per aver sostenuto che inflazione programmata e inflazione reale sono cose diverse. Altrimenti si torna alla vecchie scala mobile con le sue conseguenze devastanti». Quanto all´ipotesi di rivedere il modello contrattuale, D´Amato ammette che il problema è aperto, ma per ora la questione è prematura. Tutti i punti critici segnalati avant´ieri dal Centro studi confindustriale, spesa pubblica e fisco in primo luogo, sono ripresi e rilanciati dal leader di Confindustria. Sul credito d´imposta per le nuove assunzioni al Sud, il fatto che il governo non intendesse rifinanziare questa misura è stata «una scivolata incredibile», ieri corretta dall´annuncio di Tremonti che il bonus verrà prorogato. «Non si può da un lato produrre condoni e dall´altro pensare di togliere certezze a chi ha fatto investimenti sulla base di precise garanzie; il Sud di queste cose ne ha viste troppe», insiste D´Amato. Le parole rigore e risanamento, nel discorso del presidente di Confindustria, vengono sempre abbinate a «sviluppo». Va smontata l´illusione che ci possiamo lasciare alle spalle i problemi del risanamento, «il Paese ha perso il senso del rigore», come denota il moltiplicarsi delle istanze corporative e se il Patto di Stabilità consente dei margini, questi «non vengano utilizzati per creare consenso, ma per stimolare lo sviluppo». Quindi il governo con la prossima Finanziaria deve fermare la crescita della spesa pubblica corrente, mettere sotto controllo quella delle regioni, attuare la sia pur parziale riforma delle pensioni che era prevista dalla delega (incentivi a chi resta al lavoro), ridurre il prelievo fiscale sulle imprese e liberare così le risorse per rimettere in moto l´economia. Al governo D´Amato fa presente che «l´anno della svolta è questo». |