13/2/2006 ore: 11:35

"L'Unione e il lavoro" Guerra alla precarietà

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    luned? 13 febbraio 2006



    Pagina 12 -Dossier

    L'Unione e il lavoro
      Guerra alla precariet?
      e meno tasse sugli stipendi
        Saranno gli autonomi a pagare pi? contributi
          ROBERTO MANIA
            ROMA - Fine della precariet?. Romano Prodi, nel programma "Per il bene dell?Italia", propone una svolta nelle regole del mercato del lavoro: superamento di quella che viene definita "legge Maroni", con la cancellazione di alcuni suoi istituti (job on call, staff leasing, contratto di inserimento) e la riaffermazione della centralit? del contratto a tempo indeterminato. ?Dopo l?ansia provocata dallo scontro ideologico sulla flessibilit? - spiega Tiziano Treu, ex ministro e ora responsabile del Lavoro per la Margherita - puntiamo a rassicurare le persone, a dar loro certezza sul futuro?. Nel programma non si parla mai di "legge Biagi" perch? secondo l?Unione il disegno riformista del giuslavorista bolognese assassinato dalla Br ? stato strumentalizzato dal centrodestra.

            Le proposte per l?occupazione vanno di pari passo con la cura shock sul fronte contributivo: taglio di cinque punti al costo del lavoro nel primo anno di legislatura per ridurre le spese delle aziende e ridare ossigeno alle buste paga dei lavoratori dipendenti per i quali - si legge nel programma - c?? ?una vera e propria questione retributiva?. Bisogner? decidere come distribuire i vantaggi del taglio al cuneo fiscale e contributivo. Di certo riguarder? tutto il lavoro dipendente. La cui aliquota contributiva arriva al 33 per cento contro poco pi? del 18 per cento degli autonomi e quasi il 19 per cento dei co.co.co, oggi trasformati (con la legge Biagi-Maroni) in collaboratori a progetto (co.co.pro). E mentre l?aliquota per il lavoro dipendente scender? anche sotto il 28 per cento, quella degli autonomi ? destinata a salire, fino a quando entrambe si assesteranno al medesimo livello perch? - si legge nel programma dell?Unione - ?crediamo che il lavoro flessibile non possa costare meno di quello stabile?. A quel punto si ricorrer? a rapporti di lavoro diversi da quello standard solo quando sar? proprio quel tipo di contratto (a cominciare dall?interinale) a rispondere ad un determinata, temporanea, esigenza produttiva, e non per mascherare un rapporto di lavoro tradizionale ma a basso costo.

            L?operazione coster? circa 10 miliardi. Le risorse arriveranno in parte dall?armonizzazione delle aliquote, in parte dall?inasprimento della tassazione sulle rendite finanziarie, in parte da altri interventi di natura fiscale (per esempio il superamento del secondo modulo della riforma Tremonti). E Treu lancia un?altra ipotesi: ?Ora ci sono aree vastissime di sotto-contribuzione: si va dagli apprendisti per i quali non si paga nulla, ai lavoratori assunti dopo un lungo periodo di disoccupazione. Perch? non pescare l?, se l?obiettivo ? "far pagare meno, far pagare tutti"??.

            Il centrosinistra rilancia il credito di imposta destinato alle imprese che assumono a tempo indeterminato e che investono in innovazione. L?istituto, abolito dalla Cdl, era servito, specie nel Sud, a facilitare le assunzioni. E le imprese da tempo lo richiedono.
              Nel programma di Prodi figurano poi la riforma degli ammortizzatori sociali, la lotta al "sommerso" e il rafforzamento dei controlli sulla sicurezza del lavoro.