27/6/2005 ore: 10:44
«L´Italia vive oltre i suoi mezzi
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sabato 25 giugno 2005 «L´Italia vive oltre i suoi mezzi debito boom, dovete intervenire» Tutti responsabili e soprattutto chi ci governa, anche se il riferimento - precisa - è a «tempi non necessariamente ravvicinati». «Spese facili», «sistematica violazione dell´articolo 81 della Costituzione», che impone la copertura di ogni nuova spesa, ma anche un atto di accusa all´intero Paese, fatti salvi naturalmente coloro che «vivono in dignitose ristrettezze». «L´Azienda Italia - scandisce l´alto magistrato contabile - da molto tempo, nel complesso e mediamente, sembra vivere al di sopra dei propri mezzi, anche a causa delle tentazioni del consumismo, ovviamente, con pesante ricorso all´indebitamento». Apicella dice che il risultato è lo stesso di quello procurato dai «pericolosi effetti dilatori delle cambiali» e lancia il suo messaggio che ricorda gli Anni Settanta: «In altri tempi si sarebbe parlato della necessità di ricorrere ad un regime di austerità». Se questo è il clima, le cifre e l´analisi sono improntate alla medesima preoccupazione e confermano in parte i rilievi mossi dalla Banca d´Italia, dalla Commissione europea, dall´Ocse e dalle altre istituzioni internazionali. Il prodotto interno lordo continua a diminuire «con intensità analoga a quella segnata nel quarto trimestre del 2004» quando scese dello 0,5 per cento e nel 2005 dovrebbe essere uguale a zero. Il rapporto tra deficit e Pil è destinato ad «avvicinarsi al 4 per cento». La conseguenza di questa situazione è stata tratta dal presidente della Corte, Staderini: «Se il quadro resterà così negativo qualche intervento occorrerà, ma spetterà al governo a decidere. Un aumento del deficit si tradurrebbe infatti in un aumento del debito estremamente negativo per rating e Commissione Ue». Staderini ha tuttavia osservato che ci sono «interventi frenanti che non sono consigliabili perché siamo in fase, o quasi, di recessione» e ha suggerito di anticipare la riforma pensionistica in vigore dal 2008. All´idea della manovra-bis ha reagito negativamente l´intero governo. Secca la replica di Siniscalco - condiviso da Berlusconi - che ha parlato di «giudizio tipicamente politico» che non compete alla Corte ed ha aggiunto: «Mi stupisce che la Corte dei conti esorti ad una manovra aggiuntiva in una fase di recessione. La malattia dell´Italia va affrontata con una terapia d´urto e senza strette». Nel merito della manovra il titolare di Via Venti Settembre ha osservato: «Stiamo discutendo tra di noi e con l´Europa, ma io ritengo di poterla escludere». Quanto al Dpef che conterrà, quella che il ministro dell´Economia ha definito una «cura shock», arriverà dopo il 30 giugno («quattro giorni», ha precisato Siniscalco) per attendere i dati dell´autotassazione e l´esito del giudizio di Bruxelles riguardo al quale ieri Berlusconi ha detto che chiederà la possibilità di un rientro dal deficit in 2-3 anni a partire dal 2005. Siniscalco ha anche annunciato l´estensione di misure di controllo della spesa agli enti locali (dove la spesa, come ha detto la Corte, sembra correre di più di quella dell´amministrazione centrale). |