22/11/2006 ore: 11:45
"Isfol" Precari e posto fisso: raddoppia solo l'attesa
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Pagina 33 - Economia I precari e il posto fisso Raddoppia solo l’attesa GIORGIA FATTINNANZI La flessibilit? non sembra pi? essere un (temporaneo) periodo di inserimento, prima dell’ingresso (stabile) nel mondo del lavoro. Anzi: a ben guardare i numeri, chi ? precario continua a essere sempre precario, e per i giovani il contratto a termine anzich? diventare la mossa giusta per schiudere le porte all’agognato posto fisso si trasforma in una specie di condanna. La conferma di queste preoccupanti tendenze - se ce ne fosse bisogno - arriva dal rapporto Isfol 2006, presentato ieri. La fotografia del mercato del lavoro nel triennio 2002-2005 ? tutt’altro che confortante: non solo sono in costante aumento i contratti non standard, ma cresce anche il tempo necessario perch? un lavoratore atipico ottenga la stabilizzazione del posto. Numeri: il tasso di trasformazione dei contratti a tempo determinato in impieghi permanenti ? diminuita del 6%. Gli occupati sono complessivamente aumentati di 536.000 unit? (+2,4%), ma a crescere maggiormente sono gli impieghi con contratti a termine, che sono oltre il 45% del totale. E sono i giovani a rimanere pi? a lungo in mezzo al guado tra disoccupazione e posto fisso, con un livello di stabilizzazione del contratto nei primi dodici mesi che ? passata dal 39% al 25,3%. ?L’avevo detto?, ? il commento del ministro del Lavoro Cesare Damiano, che ribadisce dunque la necessit? di rivedere la normativa sul lavoro a tempo determinato. Secondo il ministro i contratti a termine hanno progressivamente perso la loro funzione di periodo di prova, ed ? necessario correggerne ?l'uso improprio?. Per questo il ministero ha emanato alcune linee guida che dovranno essere recepite da sindacati e aziende nell’auspicato ?avviso comune?. La tendenza, avverte il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni, ? negativa: per la prima volta da anni, nel corso del 2006 la crescita dell’occupazione vedr? una prevalenza dei contratti atipici. Tendenza da invertire, aggiunge il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo. La proposta ? quella di rendere ?la flessibilit? pi? costosa?, visto che questi contratti spesso vengono utilizzati perch? costano di meno. Inoltre, si potrebbe concordare con le imprese di poter assumere altro personale con contratti atipici solo una volta stabilizzati quelli gi? attivati. E’ necessario, aggiunge il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini, cambiare rotta incentivando la stabilizzazione e impedendo gli abusi che vengono commessi. E per Fammoni, bisogna impostare un nuovo modello di sviluppo non improntato sulla sola compressione dei costi, a cominciare da quelli salariali. La Cgil chiede, quindi, che nel confronto di gennaio con il governo e le altre parti sociali si riscrivano le regole. Confindustria non ? assolutamente d’accordo: di flessibilit? in Italia, a giudizio degli industriali, c’? n’? troppo poca rispetto agli altri Paesi europei, soprattutto per quanto riguarda quella in uscita. E per dimostrarlo l’associazione guidata da Luca Cordero di Montezemolo sta mettendo a punto uno studio che sar? presentato a dicembre. Il problema, secondo viale dell’Astronomia, ? che la legge Biagi va completata con la riforma degli ammortizzatori sociali, a cominciare dal sostegno al reddito tra la fine di un lavoro e l’inizio di un altro. E’ proprio la mancanza di questi strumenti che d? la percezione di precariet?, non la discontinuit? tra un impiego e l’altro. Gli ammortizzatori servono, ma l’obiettivo ? stabilizzare questi lavoratori. Foccillo spiega di non essere contrario alla flessibilit?, ?ma deve essere utilizzata per l’inserimento dei giovani, non si pu? pensare a una vita di lavoro flessibile, come si fa a costruire un avvenire senza avere stabilit???. Nel 2004, ricorda Santini, i contratti atipici nel nostro Paese erano al di sotto della media europea. ?Ma cosa c’? di diverso che in Europa rende accettabile questo fenomeno? C’? una rete di tutele e di ammortizzatori sociali – conclude - che dovrebbe essere creata anche in Italia?.
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