L´INTERVISTA
Sergio Billè, leader di Cofcommercio: verifica estenuante mentre l´economia rischia il tracollo «A forza di perdere tempo se ne va il treno della ripresa» Siamo al peggio del peggio della prima repubblica ELENA POLIDORI ROMA - «Basta con questa verifica tortuosa. Il governo è come un negozio che chiude in piena stagione. E intanto l´economia prende una brutta china». Sergio Billè, presidente della Confcommercio è esasperato: «Servono decisioni, subito. Berlusconi deve stringere, deve dare un nome a questo mister x dell´economia, altrimenti con si capisce più cosa pensa. E soprattutto, deve scoprire le carte, dire al paese cosa lo aspetta veramente».
Cosa lo aspetta?
«Guai: l´economia non va, la ripresa non arriva»
Lei come vede una eventuale nomina di Fini al Tesoro?
«Mi pare strano. Non aveva detto che non ha la competenza necessaria? L´ha per caso maturata in poche decine di ore?»
Meglio un tecnico o un politico, in quel posto?
«Meglio una persona autorevole, con esperienza, in grado di gestire una situazione complessa senza essere un esecutore testamentario. In fretta, però».
Ha forse un´idea?
«Non spetta a me. Ma il nuovo ministro deve avere carisma e caratura. E deve essere sincero perché la sincerità paga».
Un esempio?
«Le tasse: non si possono ridurre perché la situazione non lo consente? Bene, allora si scelga il rigore, senza tante storie e senza inutili promesse».
Che reazione ha avuto all´uscita di Tremonti?
«Mi sono detto: adesso veramente le tasse non le riducono più».
C´è qualcosa per cui lo rimpiange?
«Sapeva lanciare il cuore oltre l´ostacolo e sapeva rispondere no, una parola che in politica si dice poco».
E qualcosa per cui lo rimprovera?
«Troppo monarchico e troppo tecnico».
Quali sono le tre priorità che il nuovo ministro dovrebbe avere?
«Sviluppo, sviluppo, sviluppo: è ora di garantirlo».
Il metodo della concertazione no?
«Certo. Senza dialogo con le parti sociali non si cammina»
E la nuova linea della collegialità in economia, la condivide?
«Resto allibito quando se ne parla. Mi chiedo: prima non c´era? Il governo era forse sostenuto da una coalizione fantasma? E ora, sarà davvero capace di creare questo nuovo corso? Tutte domande destinate a restare inevase finché non si conclude la verifica».
Lei dice: bisogna fare presto perché l´economia non va. Cosa vede dal suo osservatorio?
«Che non si rilancia la domanda interna, che il Pil non cresce. La ripresa internazionale è in atto, ma a noi ci passa a 10 mila metri d´altezza, senza nemmeno sfiorarci».
Paura?
«Si, perché a forza di perdere tempo, i problemi si incancreniscono. Spero solo di essere smentito nelle prossime ore».
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