16/7/2004 ore: 10:36

"Intervista" S.Billè: «se ne va il treno della ripresa»

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      Venerdì, 16 Luglio 2004
      Pagina 29 - Economia


      L´INTERVISTA

      Sergio Billè, leader di Cofcommercio: verifica estenuante mentre l´economia rischia il tracollo
      «A forza di perdere tempo se ne va il treno della ripresa»
      Siamo al peggio del peggio della prima repubblica
      ELENA POLIDORI


      ROMA - «Basta con questa verifica tortuosa. Il governo è come un negozio che chiude in piena stagione. E intanto l´economia prende una brutta china». Sergio Billè, presidente della Confcommercio è esasperato: «Servono decisioni, subito. Berlusconi deve stringere, deve dare un nome a questo mister x dell´economia, altrimenti con si capisce più cosa pensa. E soprattutto, deve scoprire le carte, dire al paese cosa lo aspetta veramente».

      Cosa lo aspetta?

      «Guai: l´economia non va, la ripresa non arriva»


      Lei come vede una eventuale nomina di Fini al Tesoro?

      «Mi pare strano. Non aveva detto che non ha la competenza necessaria? L´ha per caso maturata in poche decine di ore?»


      Meglio un tecnico o un politico, in quel posto?

      «Meglio una persona autorevole, con esperienza, in grado di gestire una situazione complessa senza essere un esecutore testamentario. In fretta, però».


      Ha forse un´idea?

      «Non spetta a me. Ma il nuovo ministro deve avere carisma e caratura. E deve essere sincero perché la sincerità paga».


      Un esempio?

      «Le tasse: non si possono ridurre perché la situazione non lo consente? Bene, allora si scelga il rigore, senza tante storie e senza inutili promesse».


      Che reazione ha avuto all´uscita di Tremonti?

      «Mi sono detto: adesso veramente le tasse non le riducono più».


      C´è qualcosa per cui lo rimpiange?

      «Sapeva lanciare il cuore oltre l´ostacolo e sapeva rispondere no, una parola che in politica si dice poco».


      E qualcosa per cui lo rimprovera?

      «Troppo monarchico e troppo tecnico».


      Quali sono le tre priorità che il nuovo ministro dovrebbe avere?

      «Sviluppo, sviluppo, sviluppo: è ora di garantirlo».


      Il metodo della concertazione no?

      «Certo. Senza dialogo con le parti sociali non si cammina»


      E la nuova linea della collegialità in economia, la condivide?

      «Resto allibito quando se ne parla. Mi chiedo: prima non c´era? Il governo era forse sostenuto da una coalizione fantasma? E ora, sarà davvero capace di creare questo nuovo corso? Tutte domande destinate a restare inevase finché non si conclude la verifica».


      Lei dice: bisogna fare presto perché l´economia non va. Cosa vede dal suo osservatorio?

      «Che non si rilancia la domanda interna, che il Pil non cresce. La ripresa internazionale è in atto, ma a noi ci passa a 10 mila metri d´altezza, senza nemmeno sfiorarci».


      Paura?

      «Si, perché a forza di perdere tempo, i problemi si incancreniscono. Spero solo di essere smentito nelle prossime ore».