1/3/2005 ore: 11:56
"Intervista" S.Billè: i prezzi saliranno
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martedì 1 marzo 2005 pagina 24 Il presidente Confcommercio: costi dell’energia elevati e poca concorrenza, dalle banche ai trasporti Inflazione ferma all’1,9%. Ma Billè: i prezzi saliranno Veramente l’Isae, istituto pubblico di analisi economica, prevede che a marzo i prezzi al consumo resteranno stabili? «Io non sarei così ottimista visto il costo dell’energia e delle materie prime. In ogni caso, meglio essere pessimisti e sperare che questo spinga il governo a decidere finalmente interventi seri che continuare a girarci i pollici cantando l’aria di "un bel dì vedremo"». Il governo sta per intervenire con l’atteso provvedimento per il rilancio della competitività. «Nel piano che ci è stato proposto non c’è ancora traccia visibile degli interventi di carattere strutturale di cui c’è bisogno». Quali, secondo lei? «Quelli per abbattere i costi dell’energia, dei trasporti e dei servizi bancari. E quelli per sostenere le imprese competitive». Che vuol dire? «Le illustro le nostre quattro proposte. 1) Incentivi dello Stato che siano come dei "tagliandi" che possano staccare e incassare solo quelle aziende in grado di dimostrare di produrre ricchezza e occupazione. Non è più tempo di sussidi a perdere e di elemosine. 2) Una diversa politica energetica. Non è più possibile che un’azienda quasi monopolista come l’Enel metta in pancia profitti così considerevoli senza far nulla per abbassare un costo dell’energia che, per imprese e famiglie, e fra i più alti del mondo. Ci vuole la liberalizzazione. Dove sono i nuovi impianti? Cosa si sta facendo per realizzare fonti alternative?». Le altre due proposte? «Eccole. Basta con i cartelli delle banche, dei servizi pubblici e dei trasporti. Infine, va tagliata l’Iva sul turismo perché è uno scandalo che in un settore chiave per l’Italia si paghi un’aliquota considerevolmente più alta di quella in vigore in Paesi a noi direttamente concorrenti come la Francia. Risolviamo questi problemi ora, senza ulteriori ritardi, perché delle vecchie liturgie non ne possiamo davvero più». Intanto, anche se in media i prezzi al consumo sono fermi all’1,9%, proprio nel turismo e nella ristorazione si registrano incrementi del 2,7%. «Il turismo risente particolarmente del caro petrolio e dei prezzi dei trasporti». Tuttavia nei confronti con i Paesi concorrenti è un settore che offre un peggiore rapporto qualità-prezzo. Non c’è anche una responsabilità degli operatori? «È il contesto che non aiuta. Non solo i costi, di cui ho parlato prima, ma anche la mancanza di infrastrutture e di adeguati servizi alle imprese, specialmente nel Mezzogiorno». Enrico Marro |