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"Intervista" Morando: «caro Sergio, un errore la rottura»

Morando: caro Sergio, un errore la rottura
ROMA - ?Non ? questo il momento di rompere l’unit? sindacale: proprio ora che il governo mostra incertezza e divisioni sull’articolo 18?. Il senatore Enrico Morando, leader dell’area liberal dei ds, premette cento volte che ?vanno rispettate le valutazioni di Cofferati? e che ?l’autonomia del sindacato non ? in discussione?. Ma poi si dichiara ?molto preoccupato? per lo strappo (sciopero generale il 5 aprile) compiuto ieri dalla Cgil. Cofferati sostiene che non si pu? aprire alcun negoziato sui diritti dei lavoratori, cio? sulle modifiche alle procedure dei licenziamenti. Sbaglia? ?No. Ma su questo mi pare che siano d’accordo anche Pezzotta della Cisl e Angeletti della Uil. Anzi, proprio l’unit? dei sindacati sull’intangibilit? dell’articolo 18 ha aperto contraddizioni nel governo, costringendolo a un ripensamento. Fino a richiamare le parti sociali?. Quindi il segretario generale della Cgil, Cofferati, avrebbe dovuto accettare il negoziato? ?Il governo ha detto a industriali e sindacati: avete due mesi per trattare su tutto. Ebbene Cgil, Cisl e Uil avevano, e secondo me potrebbero ancora avere, i margini per intrecciare il dialogo con le controparti su altri capitoli importanti?. Il rischio, dal punto di vista della Cgil, ? quello di farsi logorare in una trattativa che alla fine va comunque a spiovere sull’articolo 18. ?Ovviamente rispetto le valutazioni di Cofferati. Per?, da esterno, da rappresentante dell’opposizione impegnata nella difesa dei lavoratori, dico che l’unit? sindacale ? essenziale. E la decisione presa ieri dalla Cgil certo non la favorisce?. Insomma la Cgil avrebbe dovuto aspettare Cisl e Uil, prima di dichiarare lo sciopero? ?Io avrei preferito che le iniziative di lotta fossero state discusse e concordate comunque tra tutti i sindacati?.
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