10/4/2006 ore: 10:48

"Intervista" I.Cipolletta: «In Italia la ripresa è già partita»

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    luned? 10 aprile 2006

    Pagina 11 - Economia

    Per l?ex direttore di Confindustria "il mercato ? tornato a premiare le imprese che puntano sulla qualit?"
      Cipolletta: ?Draghi ha ragione in Italia la ripresa ? gi? partita?
        Ma l?economista prevede ancora anni difficili per l?occupazione
          la reazione
          La stagnazione ? finita,
          le aziende hanno
          reagito alla crisi
          spontaneamente,
          enza il sostegno
          di politiche adeguate

          ROBERTO MANIA
            ROMA - Ha ragione Mario Draghi: la stagnazione ? finita, pure in Italia. Le imprese hanno reagito ?spontaneamente? alla crisi, senza il sostegno di una adeguata politica economica. Ora si pu? voltare pagina, anche se per l?occupazione i prossimi due o tre anni saranno ancora molto difficili. ? il ragionamento di Innocenzo Cipolletta, economista esperto nell?analisi congiunturale, presidente dell?Ubs Corporate Finance Italia e dell?editore Il Sole 24 Ore, nonch? dell?Universit? di Trento; per dieci anni (dal 1990 al 2000) ? stato direttore generale della Confindustria, oggi ? un ascoltato consigliere di Luca Cordero di Montezemolo. E la fine della lunghissima campagna elettorale - dice - ?aiuta l?economia, senza alcun dubbio?.

            Condivide l?ottimismo del governatore della Banca d?Italia, Mario Draghi, secondo il quale la ripresa economica ? gi? in atto e interessa anche l?Italia?
              ?S?, non solo lo condivido ma, per quello che pu? valere, ? da tempo che sostengo la stessa tesi. Ormai ? in atto una ripresa di carattere "spontaneo", trascinata dal commercio internazionale alimentato dalla domanda cinese e in parte da quella europea?.

              Dunque il vero fattore decisivo per l?Italia ? costituito dalla reazione del Vecchio continente, visto che la Cina non si ? mai fermata?
                ?Non ? solo questo. La questione ? pi? complicata. In questi ultimi 4-5 anni di stagnazione, non tutte le imprese italiane sono state ferme. C?? chi ha continuato a crescere e chi si ? arrestato, ma finch? la somma era uguale a zero non ci siamo accorti della ripresa. L?inversione di tendenza ? ora in atto: la recessione finisce sempre, o per reazione spontanea o grazie alla spinte di politiche economiche coraggiose e adeguate?.

                Insomma, possiamo dire che l?Italia sta uscendo dalla recessione?

                ?I segnali ci sono?.

                E questo, evidentemente, avr? effetti positivi sulla crescita del Pil.
                  ?Certo anche se le cose potevano andare decisamente meglio. Dobbiamo accontentarci?.

                  Ritiene che la ripresa trasciner? con s? anche un aumento dei posti di lavoro?
                    ?No, questo non accadr?. La dinamica dell?occupazione segue un percorso inverso a quello dell?economia. Prevedo ancora 2-3 anni difficili per l?occupazione. D?altra parte non possiamo scordarci che uno dei mali del nostro sistema ? rappresentato dalla scarsa produttivit?. Anche per questo ? difficile immaginare un aumento dei posti di lavoro?.

                    Passiamo alla Germania: quanto ha influito la scelta obbligata della Grosse Koalition guidata dalla Merkel per far ripartire l?economia tedesca?
                      ?Ha avuto un effetto pari a zero. L?economia della Germania ha compiuto, seppur pi? rapidamente, un percorso simile al nostro. Quella della Grosse Koalition ? solo una fortuita circostanza, altrimenti sarebbe una magia...?.

                      Quali sono i settori produttivi italiani che hanno reagito meglio alla crisi?
                        ?Sono diversi, pensiamo per esempio a quello delle macchine utensili per le quali ? fortissima la domanda dei Paesi di nuova industrializzazione. Ma non ? questo il punto, perch? non ? tanto un problema di segmento di attivit?, quanto di livello di qualit?. ? questo che ha provocato una selezione tra le aziende. Hanno vinto quelle che hanno scelto di operare sulle fasce medio alte; ha perso, anche scomparendo, chi ha insistito sui livelli bassi. Oggi l?industria italiana ? diventata pi? piccola sotto il profilo dei volumi ma ha raggiunto livelli di eccellenza inimitabili quando ha accettato di trasformarsi in "industria su misura" per ciascun cliente?.