31/7/2002 ore: 11:13
"Intervista" Ghezzi: i lavoratori devono pronunciarsi
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l’intervista
Ghezzi: i lavoratori
devono pronunciarsi
MILANO «La raccolta è iniziata, spinta da forte entusiasmo
sia di chi raccoglie, sia di chi firma», annuncia
Carlo Ghezzi, alla guida della macchina Cgil che organizza
la campagna.
Tutta questa gente che sacrifica le ferie... che
ne dirà Berlusconi?
«Abbiamo stabilito un calendario di “ferie attive”,
coi turni per proseguire l’attività delle sedi, ma si sta
sviluppando anche un grande concorso di volontariato,
come nelle fasi importanti della nostra storia. Vedremo
che ne dirà stavolta il premier».
Ma 5 milioni sono davvero tante, tante, tante.
«Mai nessuno si è posto un traguardo tanto ambizioso,
mai nessuno c’è riuscito. Lo facciamo innanzitutto
per dare diritto di parola a chi vuol dire la sua sul
del patto per l’Italia: hanno firmato un «patto per
l’Italia» impedendo ogni pronunciamento agli italiani,
ai lavoratori e ai pensionati e a tutti gli altri. Nel ‘93
invece abbiamo consultato tutti, e anche nel ‘95 e nel
‘97 con le pensioni, e nel ‘98 con il patto di Natale».
Invece stavolta una parte minoritaria di sindacati
pretende di imporre il suo dickat erga om
nes, pur sapendo che l’accordo verrebbe respinto
a stragrande maggioranza.
«Infatti: scontiamo la carenza pensante di strumenti
di democrazia sindacale. Non si applica l’articolo
39 della Costituzione, i sindacati maggiormente
rappresentativi sono espropriati della titolarità contrattuale
e non c’è nemmeno la verifica democratica».
Raccogliere firme però non è solo una mobilitazione
sindacale, ma anche un atto politico.
«In questa fase lo è: c’è la volontà nostra e la
segnalazione dei punti cardine delle leggi che vogliamo
costruire sia sugli ammortizzatori che per estendere
i diritti: due no e due sì. E a tutti coloro che firmano
preannunciamo che ritorneremo a trovarli per abrogare
l’848 e l’848 bis se diventeranno leggi dello Stato:
serviranno 500 mila firme per il referendum abrogativo.
E non si dimentichi lo sciopero generale che la
Cgil ha già proclamato contro l’attacco ai diritti e
contro la politica economica e sociale del governo,
anche con il Dpef, in tema di previdenza, sanità, Mezzogiorno
e scuola».
E mentre la Cgil avvia la grande campagna di
democrazia, ecco puntuali i terroristi...
«Condanniamo ogni iniziativa terroristica che
guarda caso riappaiono puntualmente nei momenti
delicati della vita del Paese, per tentare di destabilizzare,
creare un clima di tensione e provocazione e restringere
gli spazi di democrazia. Il terrorismo ha sempre
lavorato contro il movimento dei lavoratori».
g.lac.