10/4/2006 ore: 9:01

"Intervista" G.Vaciago: «Purtroppo noi siamo malati»

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    luned? 10 aprile 2006


    Pagina 6 - Economia

    Giacomo Vaciago: La ripresa ? industriale, noi produciamo solo per i ricchi
      ?Purtroppo noi siamo malati?
        Roma
          ?Se non si capisce cosa sta accadendo nel mondo non si capisce neanche questa ripresa?. Parte dalla Cina e dall’India il commento del professor Giacomo Vaciago alla ripresa annunciata all’ultimo Ecofin di Vienna e rammentata dal neogovernatore Mario Draghi. ? l?, in estremo oriente, che si trova il ?carbone? della locomotiva tedesca. E l’Italia? I ?vagoni? italiani seguono il ?motore? tedesco: ma non pi? come una volta. Per un semplice motivo. ?Noi produciamo per i ricchi - spiega Vaciago - Ma quanti ricchi ci sono al mondo??.
            Che tipo di ripresa abbiamo di fronte?
              ?La ripresa ? legata all’industria, tant’? che avvantaggia la Germania pi? di noi proprio perch? la Germania ? la fabbrica delle fabbriche?.
                Eppure l’industria italiana continua ad essere “malata”.
                  ?Perch? noi ci siamo specializzati in beni di consumo. E non ? su quei beni che il mondo sta ripartendo. Nel mondo ? in corso una rivoluzione industriale: stiamo industrializzando la Cina e l’India. Questa rivoluzione in questi anni sta costruendo fabbriche, non scarpe. In tutto il mondo - non solo in Italia - le imprese sono pi? ottimiste delle famiglie. Bisogna chiedersi come mai?, Le imprese non lavorano per le famiglie? No, le imprese lavorano per le fabbriche. I profitti vanno bene, gli investimenti vanno meglio ma i consumi sono fermi?.
                    Per l’Italia il bollettino economico Bankitalia stima un tasso di crescita di poco superiore all’1%. ? vero che si sta rivedendo al rialzo?
                      ?Un pochino s?. Ma attenzione. Qui bisogna chiedersi: chi ? oggi l’emblema dell’Italia? Diego della Valle, Luca di Montezemolo. Lavorano per i ricchi, per i consumi dei milionari. Certo esportano e anche bene. Ma prima che si facciano i volumi di una volta con la Ferrari e le Tod’s ce ne vuole. Qui sta la differenza: la Germania esporta fabbriche, noi scarpe di lusso. Quanti miliardari ci devono essere in Cina perch? il nostro export risalga??.
                        Non ? anche una specializzazione italiana quella dei macchinari per la produzione?
                          ?Meno di quella tedesca, e abbiamo perso quote. Basti pensare alle strade che si fanno in tutto il mondo: una volta noi eravamo bravi a farle. Siamo andati indietro. Una volta abbiamo fatto i metanodotti in Russia, gli elettrodotti, le dighe. Negli ultimi anni non si ? fatto quasi pi? nulla?.
                            In ogni caso si riparte, o no?
                              ?Anche in Italia il peggio ? passato. Ma questo da mesi. La stima di inizio anno potrebbe anche migliorare, anche se oggi siamo un po’ meno dipendenti dalla Germania di quanto lo fossimo in passato?.
                                b. di g.